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Assolto dall’accusa di abuso edilizio l’imprenditore che a ottobre si è tolto la vita

CATANIA

E’ stato assolto dall’accusa di abuso edilizio nella costruzione di un edificio per civile abitazione, che era stato sequestrato assieme ai cantieri, rimasti per anni chiusi, l’imprenditore di 61 anni di Gravina di Catania che il 30 ottobre si è suicidato per problemi economici sparandosi un colpo di pistola al cuore. L’imprenditore edile in primo grado era stato condannato assieme ad altri due imputati, oggi assolti in secondo grado. La Terza Sezione della Corte d’appello ha ribaltato la sentenza di primo grado assolvendo tutti gli imputati con la formula «perche’ il fatto non sussiste». Il giudice ha anche disposto il dissequestro e la restituzione del cantiere. I difensori degli imputati, il professore Giovanni Grasso e l’avvocato Erika Alessia Giardino, esprimono «grande soddisfazione per il risultato ottenuto, che ha sancito la piena correttezza del comportamento degli imputati, sottoposti ingiustamente a processo penale per ben sei anni». I penalisti «non nascondono tuttavia la propria commozione e l’amarezza di non poter condividere tale soddisfazione con l’imprenditore suicida che prima di quel tragico gesto- aveva partecipato ad ogni udienza».

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