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De Zerbi e Rigoli, i due allenatori sono a un bivio

Il tecnico del Palermo rischia la panchina, quello del Catania deve dar prova che la brutta partita di Francavilla è un episodio in un processo di crescita comunque complicato.

Allenatori a un bivio, per motivi diversi e anche con eventuali conseguenze diverse, ma De Zerbi e Rigoli devono cambiare strada nel prossimo match interno. Il tecnico del Palermo in particolar modo. Sei sconfitte consecutive. Zero punti in sei partite giocate al Barbera, in cui i rosanero hanno segnato appena 3 gol, subendone ben 14.

E domenica nel launch match arriva la Lazio quarta in classifica e con un attacco estremamente in forma. Keyta e Immobile spauracchi per la seconda peggior difesa della serie A (26 reti subite da Posavec, solo il Cagliari ha fatto peggio).

Il punto però è che i rosanero devono vincere. O comunque devono cambiare passo, in modo deciso. Zamparini sembra aver cambiato idea e essersi convinto a sborsare i 500.000 euro di buonuscita che sono previsti nel contratto del tecnico ex Foggia. Questo solo nel caso che la partita dovesse andare male e solo nel caso in cui il presidente del Palermo non torni sui suoi passi, tenendo in piedi la panchina di De Zerbi più per motivi economici che calcistiche.

Il tecnico si gioca il tutto per tutto e pensa a riproporre il 3-4-3. Ecco dunque che Nestorovski, il bomber a cui De Zerbi è inevitabilmente attaccato sarà maggiormente supportato, con Diamanti più vicino e un’altra punta vicino a lui.

Se De Zerbi spera in Nestorovski. Lo stesso si può dire per Rigoli nei confronti di Di Grazia. I due, il macedone e il catanese sembrano, seppur in serie diverse, accumunati dallo stesso destino. Gli unici attaccanti che funzionano nelle rispettive squadre.

Quelli che sembrano avere un futuro assicurato altrove, ma che ora devono sollevare le sorti di Catania e Palermo e dei due allenatori.

Intendiamoci, Rigoli non è nelle stesse condizioni di De Zerbi. Perché i risultati sono stati completamente diversi. Perché la società sta col tecnico incondizionatamente.

Ma è inevitabile che il Catania debba mostrare qualcosa di diverso. In termini di personalità, di gioco, di caratura offensiva. Ovviamente il metro di giudizio è relativo a prima della partita di Francavilla. Perché se per fare paragoni si prende ad esempio la partita di domenica scorsa, ci sarebbe solo da preoccuparsi. Con la Vibonese, il bivio del Catania, e di Rigoli, è meno accidentato di quello che deve affrontare de zerbi, ma  resta un bivio.

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