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Notificati 10 avvisi di garanzia per il crollo sulla A18: grave disastro ambientale

MESSINA

C’è anche il sindaco di Letojanni, Alessandro Costa, tra i dieci indagati per la frana che da un anno tiene chiuso un tratto dell’Autostrada A18 Messina-Catania. I provvedimenti, a vario titolo, per disastro ambientale in concorso e falsità ideologica commesso da pubblico ufficiale, hanno colpito anche il capo Ufficio tecnico del Comune di Letojanni, due dirigenti del Consorzio Autostrade Siciliane e sei tra amministratori e proprietari delle edificazioni che hanno provocato il movimento del terreno.

Gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Messina, hanno colpito persone residenti nella città dello Stretto, a Misterbianco e Venezia.

I reati contestati disastro, ambientale in concorso e falsità ideologica commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici.

Alla conferenza stampa svoltasi in Procura, il procuratore aggiunto Giovannella Scaminaci ha illustrato l’esito delle indagini svolte dai carabinieri del Comando Provinciale di Messina, guidati dal colonnello Iacopo Mannucci Benincasa, e del Nucleo Operativo Ecologico di Catania.

Le gravi omissioni sia per gli accertamenti che per l’esecuzione dei lavori, nonostante gli interventi indicati nel Piano di Assetto Idrogeologico risalente al 2013, oltre a quelli successivi alla frana che da un anno tiene chiuso un frequentato tratto autostradale, con conseguente pericolo per gli abitanti e gli automobilisti, hanno portato ai provvedimenti nei confronti del sindaco di Letojanni, Alessandro Costa, e il capo ufficio tecnico del Comune; due dirigenti del Consorzio Autostrade Siciliane; sei tra amministratori e proprietari di un complesso alberghiero e abitazioni estive di contrada Sillemi.

In particolare ad essere analizzato è stato un non idoneo convogliamento delle acque, che avrebbe fatto cedere il terreno il 5 ottobre 2015, rovesciando 3mila metri cubi di materiale terroso e massi sulla carreggiata: solo per un caso fortuito non vi furono conseguenze tragiche, non essendoci in quel frangente alcun veicolo in transito.

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Ulteriori verifiche sono state già previste nelle zone limitrofe, interessate dal rilevante dissesto idrogeologico provocato dall’intervento dell’uomo con lo sbancamento e l’edificazione avvenuta tra gli anni ’70 e ’80.

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