Ti trovi qui
Home > Cronaca > CAMCOM Sud-est: le associazioni manifestano contro il Governo regionale

CAMCOM Sud-est: le associazioni manifestano contro il Governo regionale

CATANIA

Sabato 26 novembre, presso l’Hotel Nettuno di Catania, in Viale Ruggero di Lauria n. 121, alcune delle principali associazioni dell’industria e dei servizi, del commercio, dell’artigianato e della cooperazione terranno un’assemblea pubblica congiunta di protesta nei confronti del presidente della Regione Crocetta, dell’assessore Mariella Lo Bello, e di quei partiti e movimenti politici che sostengono la maggioranza che finora non hanno assunto alcuna posizione formale rispetto alla gravissima vicenda della costituzione della Camera di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa. Si sta infatti concretizzando, nella più assoluta, sorda e arrogante protervia del governo della regione e nella assoluta mancanza di iniziativa da parte di alcuni dei partiti che lo sostengono, un fatto gravissimo che riguarda una delle principali istituzioni pubbliche del territorio, la grande Camera di Commercio del sud-est, che, nella prospettiva del processo di unificazione, e alla luce dei nuovi compiti assegnati dalla riforma Madia, diventerà di fondamentale interesse per le imprese. Il governo della Regione ha istituito, con proprio decreto, un collegio di garanzia affidandogli poteri di proposta di revoca in autotutela della procedura e di trasmissione degli atti alle autorità competenti. E’ stata quindi acclarata la piena consapevolezza delle gravissime irregolarità che si sono manifestate. Tale Collegio è rimasto tuttavia, inspiegabilmente, lettera morta. Così come lettera morta sono rimasti gli annunci del presidente Crocetta di nomine di “supercommissari” deputati a verificare la regolarità delle procedure. E’ allora gravissimo il fatto che il Presidente della Regione, così come sembra, nella sua qualità di pubblico ufficiale, e con le responsabilità che da tale stato ad esso derivano, intenda procedere con la firma e l’emanazione del decreto di insediamento del consiglio camerale nonostante: 1) la consapevolezza della irregolare procedura; 2) il fatto che è aperto un fascicolo di indagini presso la Procura della Repubblica di Catania, con relativi iscritti al registro degli indagati; 3) il fatto che è pendente un ricorso al TAR di Catania. Se ciò dovesse determinarsi tanto Il Presidente Crocetta e l’assessore Lo Bello, quanto i partiti che, pur consapevoli, non intervengono formalmente, si macchieranno, per diretta responsabilità o per omesso intervento, del consolidarsi degli effetti delle irregolarità senza avere promosso alcuna verifica di merito rispetto alla loro effettiva sussistenza.

Il fatto ancora più inquietante è che lo stesso Presidente Crocetta, paradossalmente, con comportamento diametralmente opposto a quello che oggi intenderebbe seguire, ha senza ragione evidente alcuna bloccato, ormai da oltre 3 anni, l’insediamento del Consiglio della Camera di Commercio di Catania, quello si atto dovuto per il fatto che la sua composizione derivava da sentenze esecutive di un Tribunale della Repubblica. E guarda caso i beneficiari di entrambe le scelte, tra loro appunto contraddittorie, sono sempre gli stessi. Perché? Cosa si cela dietro questi comportamenti? Le domande sono assai semplici: perché Crocetta non ha proceduto allora ad insediare il Consiglio della Camera di Commercio di Catania, legittimato da una sentenza, e forza oggi l’insediamento della Supercamera del sud-est pur essendo consapevole delle gravi irregolarità emerse ed accertate? Perché non si vogliono fare i controlli che vengono chiesti da oltre un anno? Perché si accelera a pochi giorni dall’approvazione della riforma Madia che porterà significative innovazioni al sistema camerale? Cosa si cela dietro a questi stop e a queste inusitate  accelerazioni? Il MISE ha chiarito che i controlli spettano al Presidente della Regione. Perché non vengono fatti? Non erano Crocetta, e i partiti che lo sostengono, i paladini della legalità? Dove sono andati a finire i principi di legalità se si ignorano fatti acclarati e si precede nel consolidare le irregolarità?

Una cosa è certa: verranno denunciati, in tutte le sedi, civili e penali, i gravi fatti che stanno  continuando a consolidarsi. E verranno in dettaglio spiegate alle imprese siciliane dei diversi settori la violenza e la protervia con la quale si sta manifestando un potere così lontano dai cittadini e dalle imprese e dai loro interessi. Ma nel frattempo chiediamo ai partiti della maggioranza: La legalità è a corrente alterna? Vale per le presunte firme false a corredo delle liste per le elezioni comunali e non vale per le false dichiarazioni di appartenenza delle imprese? E come fanno i partiti a sostegno del governo a parlare di riforme rispetto all’imminente referendum del 4 dicembre se nel frattempo consentono il consolidamento delle peggiori pratiche del passato alle quali ci ha abituato la politica in Sicilia?

Articoli Consigliati

Top