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Viagrande, forti e coesi per dire “no” all’Isola ecologica in via Poio

CATANIA

Viagrande. Un contraddittorio iter burocratico, quello legato all’Isola ecologica in via Poio. A Viagrande i residenti sono scontenti e temono il deprezzamento dei loro immobili insieme ai numerosi rischi per la salute e per l’ambiente.

Collocare un’Isola Ecologica in una zona legata all’obbligo di preservazione della bellezza paesaggistica, al vincolo di “area a verde attrezzato per lo sport” (zona F3a), e designata anche dalla Protezione civile come area d’emergenza in caso di calamità, sembra davvero una scelta contraddittoria.

Nel corso della conferenza stampa, tenutasi questa mattina a Viagrande Studios, organizzata dal “Comitato per un’isola ecologica compatibile”, l’architetto Daniele Leonardi ha esposto un studio che illustra l’iter burocratico del contestato progetto, con relativa stima dei costi e fattibilità dell’opera.

La collocazione dell’area rifiuti in via Poio, infatti, sembra davvero inaccettabile per i residenti della zona, che sono fortemente preoccupati per il futuro del territorio e non sono servite a molto le firme da questi raccolte, più di ottocento, coesi in questo “no”. Rifiuti definiti “pericolosi” quali pesticidi, oli esausti, che insieme ad altri definiti urbani oltre a loro rischio intrinseco sono anche infiammabili con elevato rischio per la salute dei cittadini e per l’ambiente. Nonostante la raccolta di firme, l’Amministrazione, con la delibera di Giunta (nr.30), a maggio del 2016 ha deciso di collocare l’Isola ecologica proprio in via Poio.

L’architetto Leonardi, grazie al supporto di immagini satellitari della zona settentrionale di Viagrande, ha potuto evidenziare come, a dispetto di quella di via Poio, esistano ben altre zone del territorio, usurpate dallo scarico di materiale pericoloso e nocivo alla salute. Aree che potrebbero essere più idonee ad accogliere l’Isola, rispetto quella della via Poio, la cui spesa di realizzazione, in quanto opera pubblica, servirebbe anche ad alleviare e prevenire l’attuale rischio di deturpamento del territorio.

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