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Sicurezza sul lavoro, Aias: «Meno attestati inutili, più formazione vera» – VIDEO

CATANIA

«Promuovere formazione d’eccellenza in materia di salute e sicurezza è possibile anche in Sicilia»: con queste parole cariche di ottimismo Sebastiano Trapani, coordinatore regionale Aias Sicilia e componente del Consiglio direttivo e ufficio presidenza Aias, ha dato il via al seminario “Sicurezza sul lavoro? Si formi chi può”, che si è tenuto questa mattina al Palazzo della cultura a Catania.

Una decina i relatori che sono intervenuti nell’arco della mattinata, affrontando la delicata tematica a 360 gradi: Marco Consoli Magnano di San Lio, vicesindaco di Catania; Rosario Di Stefano, direttore Spresal-Asp Ct; Antonio Leonardi, componente del coordinamento delle Regioni e del Gdl formazione Rspp, direttore area tutela e sicurezza sul lavoro dell’Asp Catania (Il Nuovo Accordo Stato Regioni sulla formazione dei RSPP e le modifiche sulla formazione dei lavoratori ); Elisa Gerbino, coordinatore del GdL Ciip Scuola; Sebastiano Calleri, responsabile nazionale sicurezza Cgil; Salvatore Lizzio, direttore responsabile Uo sicurezza impianti e macchine Asp Catania; Antonio Gulisano, Rspp – Università di Catania; Santo Saluzzo, vicecomandante provinciale vigili del fuoco di Catania; Santo De Luca, responsabile Uo controllo e vigilanza Spresal-Asp 3 Catania;  Monica Cicci, owner Naiché servizi per l’impresa srl; Marco Emmanuele, owner Plasso srl ed Ernesto Ramistella, coordinatore nazionale Apromel Simlii.

«Mentre fino a qualche anno fa si pensava erroneamente che il lavoratore fosse disinteressato a tutto ciò che riguarda salute e sicurezza sul lavoro, oggi chi lavora pretende il massimo – ha dichiarato il vicesindaco di Catania, Marco Consoli Magnano di San Lio. – È essenziale, dunque, abbattere quel muro divisorio tra datore e lavoratore e incentivare i centri di formazione qualificati. Tuttavia, bisogna stare molto attenti perché in giro ci sono molti formatori che millantano competenze che di fatto non hanno. Il rischio è che anche gli enti pubblici possano cadere nelle mani di centri di formazione incompetenti. Per passare dalle parole ai fatti, il comune di Catania offre la sua piena disponibilità a siglare un protocollo d’intesa con l’Aias».

Ma la formazione su salute e sicurezza di questo ultimo ventennio è stata efficace e costruttiva o si è limitata alla sterile produzione di attestati? A tale quesito ha provato a dare una risposta Antonio Leonardi, componente del coordinamento delle Regioni e del Gdl formazione Rspp e direttore area tutela e sicurezza sul lavoro dell’Asp Catania. Il suo intervento si è concentrato sulle modifiche introdotte dal Nuovo accordo Stato-Regioni riguardo la formazione dei lavoratori. Tra i diversi obiettivi prefissati, l’accordo mira a  semplificare la normativa inerente alla formazione puntando sulla qualità piuttosto che sulla quantità e mettendo finalmente un freno agli “attestatifici”. Un altro importante interrogativo sollevato da Leonardi è quello legato agli infortuni mortali nel nostro Paese che, nonostante l’incremento della formazione, sono stati 1172 nel 2015, ben 163 in più rispetto all’anno precedente.

Un ruolo fondamentale per la diffusione della cultura della sicurezza è giocato indubbiamente dalla scuola, considerando che gli studenti di oggi sono i lavoratori e i datori di lavoro di domani. Sulla questione è intervenuta Elisa Gerbino, coordinatore del Gdl Ciip Scuola: «Gli studenti rappresentano un terreno molto fertile e tutte le scuole di ogni ordine e grado sono chiamate a promuovere la formazione. Salute e sicurezza non sono più materie previste esclusivamente dagli istituti tecnici. Grazie alla formazione in questi ambiti, i più giovani sviluppano la capacità di prendere decisioni, imparano una corretta percezione dei rischi e si abituano ad adottare comportamenti sani e sicuri». Riguardo all’apprendimento in modalità e-learning ha aggiunto: «senz’altro può essere un utile  supporto alla didattica in presenza, ma non va sostituito all’attività in aula e in laboratorio».

Intervista a Sebastiano Trapani e Marco Consoli

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