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Capitaneria di porto e Ugl: «Rischio perdita numerosi posti di lavoro»

CATANIA

Incontro proficuo questa mattina alla Capitaneria di porto a Catania, tra il comandante contrammiraglio Nunzio Martello, il capo reparto tecnico–amministrativo Fabrizio Coke e i rappresentanti della Ugl etnea Giovanni Musumeci, segretario territoriale, e Arturo Baio, segretario provinciale della federazione Ugl mare.

Motivo della riunione è stata preoccupazione di numerosi marittimi catanesi che devono ancora aggiornare il proprio profilo curriculare con la nuova certificazione internazionali Imo (International maritime organization). L’aggiornamento, infatti, deve essere convalidato entro e non oltre il 31 dicembre 2016, così come stabilito dalla convenzione internazionale Stcw, che in Italia è stata attuata soltanto pochi mesi fa. Dunque, il poco tempo a disposizione e la mole di documentazione da presentare, che gli uffici della capitaneria locale è chiamata ad esaminare, stanno creando non poche difficoltà soprattutto ai lavoratori ancora oggi in navigazione.

La Ugl catanese ha rappresentato la necessità di una proroga urgente dei termini stessi che, anche se implica una sanzione per il governo italiano, almeno garantisce a tanti marittimi di ogni ordine e grado di adeguarsi. Dal canto suo il comandante Martello ha avuto modo di ricordare come, proprio a causa del notevole afflusso di richiedenti nel breve periodo, ha disposto il potenziamento dell’ufficio “Gente di mare” che sta esaminando una media di 50 pratiche al giorno per il rilascio della certificazione in questione, dando priorità alle istanze che sono corredate da lettera d’imbarco immediato.

«Ringraziamo il contrammiraglio per averci ricevuto ed aver ascoltato il nostro grido di allarme, nonché per aver già provveduto a dar man forte ai dipendenti dell’ufficio competente con l’inserimento di ulteriore personale – affermano Musumeci e Baio. Ci siamo messi a disposizione per sollecitare ad ogni livello, fino a giungere al Ministero delle infrastrutture, le autorità politiche e governative affinchè diano corso a questa necessaria ed urgente proroga, per evitare il rischio di un’ennesima emorragia di posti di lavoro. Facciamo intanto appello – concludono i sindacalisti Ugl – dunque, perché questa problematica venga sin da subito affrontata, per affermare il diritto al lavoro dei numerosi dipendenti di un settore così importante per la nostra economia nazionale».

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