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Siracusa: «Tutti a casa», la richiesta di dimissioni per il sindaco Garozzo

SIRACUSA

«Tutti a casa» sarà lo slogan della manifestazione di stasera davanti al Vermexio, per chiedere al sindaco Giancarlo Garozzo e alla giunta di dimettersi. E’ quanto organizzato da un gruppo “libero” di cittadini che – a seguito del programma Le Iene  andato in onda la scorsa settimana sul “sistema Siracusa” – indignati hanno deciso di scendere in piazza Duomo, alle 19, in occasione dell’adunanza consiliare.

Per loro  si tratta di un danno all’immagine della città e di tutti i siracusani. Ma non solo. E’ prevista la presenza di un gruppo di “grillini”. Vero pure che quest’ultimi hanno più volte fatto emergere negli ultimi mesi, l’inconsistenza tecnica ed amministrativa dell’assise comunale, ma fanno dei distinguo. Secondo il Movimento cinque stelle quello che in questi mesi è stato definito “sistema Siracusa” non è nato ieri e non lo ha inventato Garozzo. Il “sistema Siracusa” c’è sempre stato, sin da quando fu deciso di insediare il polo chimico con la prima cementificazione della zona alta della città, cui presto seguì pure l’epoca delle costruzioni abusive della costa sud, un modus operandi che si è consolidato negli anni 2000 con le legislature di centro-destra sino ad arrivare all’attuale consiliatura di centro-sinistra.

Secondo loro infatti  il “sistema Siracusa” ha riguardato la speculazione edilizia fatta con i fondi per la riqualificazione di Ortigia, con le continue varianti al piano regolatore di intere aree soggette a vincoli urbanistici o archeologici, il saccheggio di società pubbliche come la Sogeas, i lavori del porto turistico. Ed ancora, l’enorme fetta di milioni di euro che riguarda la gestione dei servizi sociali, l’assistenza agli anziani e ai disabili, gli asili nido e gli impianti sportivi, per finire agli appalti per i servizi esternalizzati del Comune dati a cooperative senza gara d’appalto, ma con affidamenti diretti dal 1999 (vedi caso Stes sugli impianti semaforici), e la raccolta dei rifiuti. «Siracusa – dicono in una nota i rappresentanti del Meetup cittadino –  ha bisogno di una vera nuova classe politica, non ha più bisogno di persone che pensano solo ai propri tornaconto, ma di uomini e donne dal passato politico pulito».

Stamane è stata la giornata delle prime dimissioni depositate dal notaio Pensavalle (che seguono quelle ufficiali di sabato dei consiglieri Rodante e Milazzo), ma l’intento qui è e potrà essere in un primo momento simbolico in quanto come precisa la consigliera dell’area riformista del Pd Simona Princiotta: «Porteremo avanti le nostre dimissioni solo se si raggiungerà il numero utile per far cadere il Consiglio comunale. Non è un metodo per avvantaggiare la maggioranza, infatti se il numero utile di 21 consiglieri non sarà raggiunto, l’opposizione resterà in aula».

 

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