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Palermo: mafia nigeriana, 17 arresti – VIDEO

PALERMO

Sgominata una pericolosa e violenta organizzazione mafiosa Nigeriana. L’operazione denominata Black Axe, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Palermo, ha fermato in tutta Italia 17 persone.

Tra i fermati anche il capo della base italiana Erhonmosele Festus Pedro che è stato catturato a Padova.
Stamattina la conferenza stampa, a cui hanno partecipato il questore della squadra mobile di Palermo Nicolò Longo e il Procuratore Leonardo Agueci: «E’ un’organizzazione che ha rigide regole e gerarchie consolidate – ha spiegato il questore – che opera nel mercato della droga, della prostituzione e nella tratta degli essere umani. E’ questa la cosa più odiosa, perché questi criminali sfruttano i propri concittadini o gente che
viene da altri paesi africani, flagellati dalla guerra e dalla fame che cercano in Europa una possibilità di un futuro».

Dodici dei 17 fermati sono stati stanati, nella notte, a Palermo, all’interno del storico mercato di Ballarò. Non si esclude che il gruppo avesse il beneplacito di Cosa nostra così come ha confermato il Procuratore Agueci:
«La mafia da tempo si è servita della manovalanza di immigrati clandestini – ha dichiarato. – La mafia ha adesso preso atto che questa gente si è strutturata e ha tollerato questa attività a patto che restasse sotto il
proprio controllo. Con questi fermi sono stati evitati conflitti».

L’operazione Blake Axe doveva avvenire tra qualche giorno ma è stata anticipata in quanto i criminali volevano darsi alla fuga.  Gli investigatori dovranno adesso stabilire qual è la ramificazione dell’organizzazione per risalire ad altri membri facenti parte del gruppo.

La Black Axe non è l’unica associazione mafiosa formata da immigrati che vivono in Italia. Una di più piccola entità, presente anche in Sicilia, è quella dei Viking. Ma quella Nigeriana si distingue dalle altre per l’efferatezza e per la violenza dei suoi componenti nei confronti di chi non segue i propri dettami. Violenze soprattutto corporali, che raramente arrivano all’omicidio, ma piuttosto cruente. Una di queste pratiche, prevede l’introduzione di un bastone di metallo nell’ano e di uno stuzzicadenti nell’uretra.

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