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Messina: arrestati tre uomini vicini al boss “Zanna”

MESSINA

Barcellona Pozzo di Gotto. E’ stato chiuso il cerchio sull’operazione che ha portato nei giorni scorsi all’arresto di un esponente di spicco del “ala mazzarrota” della famiglia mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto, Zanmir Dajcaj detto il “Zanna”.

I Carabinieri della locale Compagnia, hanno, infatti, fatto scattare le manette, per tre uomini ritenuti vicini a Dajcaj, i pregiudicati Giuseppe Trifirò, 20 anni e figlio del “Zanna”, Tindaro Campanino, 26 anni, e Bartolo Costantino, 31 anni, tutti agli arresti domiciliari in attesa della convalida. Un altro minorenne è stato, invece, denunciato a piede libero.

I solidali del boss di origini albanesi sono stati sorpresi ieri mattina mentre cercavano di nascondere un fucile e diverse munizioni proprio all’interno della proprietà di Dajcaj, in contrada Case Bruciate, a Terme Vigliatore.

All’interno del grosso involucro che cercavano di interrare nel terreno di “Zanna”, ampio 3500 metri quadri, un fucile calibro 12, perfettamente funzionante, e un enorme quantitativo di munizioni. Da una verifica è emerso che l’arma era stata rubata mesi fa ad un cittadino barcellonese. Il materiale sequestrato è stato trasferito ai Ris di Messina. Tutta l’area di Dajcaj è stata sequestrata.

Con la cattura del Zanna e dei suoi, è stato inferto un duro colpo alla criminalità che da tempo ha messo le mani sugli affari del settore vivaistico, fiorente nella zona tirrenica del messinese.

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