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M5S, inchiesta firme false: da lunedì gli interrogatori

PALERMO

A cascata ripercussioni ovunque. I penta stellati perdono appeal dopo lo scandalo firme false che rimbalza da ieri sui mass media.

La deputata siciliana del movimento cinque stelle, Claudia La Rocca, sta pensando di dimettersi dal partito. Lei avrebbe avvertito Beppe Grillo prima di rendere testimonianza in Procura. E poi, l’8 novembre, ha ammesso agli inquirenti di aver partecipato alla falsificazione delle firme per la lista delle comunali 2012. Nulla di sottaciuto, dunque, all’interno del gruppo. La parlamentare di Bagheria aveva informato anche i colleghi all’Ars. E se da una parte fonti accreditate dicono che Claudia La Rocca avrebbe reso partecipi tutti della sua volontà, da Genova e Roma arrivano smentite categoriche.

Tante ombre e poche luci sulla vicenda, qualcosa non torna. La prossima settimana la Procura inizierà gli interrogatori degli indagati che al momento sarebbero otto. La Rocca però non è stata la sola. Sono tre, infatti, gli attivisti che hanno spiegato agli inquirenti cosa è accaduto quella sera, quando furono falsificate le sottoscrizioni dei sostenitori della lista perché il luogo di nascita di uno di loro era errato. Adesso la parola alla magistratura.

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