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Messina, operazione “Corsi d’oro”: richieste 13 condanne

MESSINA

Richieste le condanne per i 13 imputati al primo troncone del processo dell’operazione “Corsi d’oro”, che ha portato davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Messina diversi nomi eccellenti della politica della città dello Stretto oltre ad altre persone coinvolte.

I pubblici ministeri Fabrizio Monaco e Antonio Carchietti hanno chiesto stamani condanne che vanno dai due agli otto anni.

La richiesta più pesante per Elio Sauta, ex assessore ed ex consigliere comunale ed uno degli uomini più vicini all’ex sindaco Francantonio Genovese: otto anni e mezzo di reclusione; 6 anni e 10 mesi per la moglie di Sauta, Graziella Feliciotto; 6 anni e 10 mesi anche per Natale Lo Presti; 6 anni e 4 mesi per Chiara Schirò, moglie di Francantonio Genovese; 2 anni ed 8 mesi per Concetta Cannavò, ex tesoriera del Pd e segretaria personale di Genovese; per Nicola Bartolone 4 anni e 10 mesi, oltre all’assoluzione per non aver commesso il fatto in due capi di imputazione; 3 anni ed 8 mesi per Daniela D’Urso, moglie dell’ex sindaco Giuseppe Buzzanca; 5 anni per l’ex assessore della giunta Buzzanca, Melino Capone e per Natale Capone; 2 anni e 2 mesi per Carlo Isaja; 2 anni con le attenuanti generiche per Giuseppe Caliri; 4 anni per Salvatore Giuffrè; 2 anni e 10 mesi per Daniela Pugliares.

Quote da pagare sono state chieste per i cinque enti di formazione coinvolti. I capi d’accusa vanno dall’associazione finalizzata al peculato, alla truffa e alla tentata truffa. Tra gli episodi verificati, fatture gonfiate fino al 600% ed un sistema di società parallele. L’udienza è stata rinviata a gennaio 2017.

L’Operazione “Corsi d’Oro” risale al luglio 2013. Ad essere indagati anche lo stesso ex sindaco Francantonio Genovese e il cognato, deputato regionale, Franco Rinaldi. Per Genovese anche la detenzione ai domiciliari e anche in carcere, animando il dibattito a Messina circa l’opportunità di tale pesante misura cautelare per l’ex deputato del Pd.

Da tutta la vicenda ne scaturì un vero e proprio terremoto nella politica in riva allo Stretto, con conseguente “defenestrazione” di Genovese dal Partito democratico e la suo fuori uscita dal Parlamento. In seguito l’ex deputato ha aderito a Forza Italia.

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