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“Sì” in aumento, nel 2015 celebrati 4 mila matrimoni in più

“Sì” in crescita. In Italia nel 2015 sono stati celebrati 194.377 matrimoni, circa 4.600 in più rispetto all’anno precedente. Secondo un’indagine Istat, si tratta dell’aumento annuo più consistente dal 2008, precisando che nell’intervallo di tempo tra il 2008 e il 2014, i matrimoni sono diminuiti al ritmo di quasi 10.000 all’anno.

L’aumento dei matrimoni sembra proseguire anche nel 2016. I dati provvisori riferiti ai primi 6 mesi del 2016 mostrano 3.645 celebrazioni in più rispetto allo stesso periodo del 2015. Gli incrementi maggiori si sono registrati in Piemonte (+8,1%) e in Sicilia (+6,4%).

L’Istituto di statistica, pur evidenziando che la primo-nuzialità è un indicatore di rilievo per lo studio dei comportamenti di formazione delle famiglie, sottolinea tuttavia come un solo anno di osservazione e l’entità contenuta dell’aumento registrato nel 2015 non consentono di parlare di ripresa.

La diminuzione dei primi matrimoni è in atto da oltre quarant’anni e la sua accelerazione negli anni più recenti è dovuta, in parte, ad un «effetto struttura», legato al cambiamento nella composizione della popolazione per età. La prolungata diminuzione delle nascite, che dalla metà degli anni Settanta e per oltre 30 anni ha interessato l’Italia, ha infatti determinato una netta riduzione della popolazione nella fascia di età in cui i primi matrimoni sono più frequenti, quella tra 16 e 34 anni.

Nel 2015 i giovani di cittadinanza italiana tra i 16 e i 34 anni sono circa 10,5 milioni, oltre 1,5 milioni in meno rispetto al 2008. Questi effetti strutturali continueranno in futuro – spiega Istat – ad agire nella direzione della contrazione del livello della nuzialità.

Allo stesso tempo cresce ulteriormente l’età degli sposi alle prime nozze: gli sposi celibi hanno in media 35 anni e le spose nubili 32 (entrambi quasi due anni in più rispetto al 2008). Questi dati suggeriscono che il lieve aumento della primo-nuzialità del 2015 sia in parte attribuibile al “recupero” di parte della consistente posticipazione delle nozze messa in atto negli ultimi anni, forse anche condizionata dal prolungarsi della crisi economica.

 

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