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Il Giro d’Italia in Sicilia si lancia tra i fuochi della festa di Sant’Alfio

CATANIA

Dici Giro d’Italia e la mente corre subito alle pagine di storia scritte dallo sport della bicicletta, ai fiumi di folla che si riversano lungo le strade per tifare, per applaudire, per sognare ad occhi aperti. Alle imprese memorabili di tanti campioni, ai miti, le leggende, i drammi e le gioie di personaggi i cui nomi sono impressi sui libri del ciclismo: Fausto Coppi, Gino Bartali, Moser, Saronni, Pantani sino al sicilianissimo Vincenzo Nibali. Dici Trecastagni e per associazione di idee la mente va alla festa dei Santi martiri Alfio, Cirino e Filadelfo, alle migliaia di fedeli che ogni anno a maggio si snodano lungo le strade che conducono al santuario del piccolo borgo etneo, portando in spalla un cero, invocando una grazia, o semplicemente pregando. Ai fuochi d’artificio e alla grande fiera che per una settimana richiama altrettante migliaia di visitatori, inondando l’aria con i profumi tipici della sagra e della festa popolare. Ecco, fondi insieme questi due eventi e otterrai un mix straordinario, capace di generare in un solo piccolo centro pedemontano, nell’arco di pochi giorni, un giro d’affari di un milione di euro.

Per l’edizione numero 100 della grande corsa in rosa, com’è noto, gli organizzatori milanesi hanno creduto nel progetto proposto dall’assessore siciliano al Turismo, Anthony Barbagallo, che fortemente ha voluto il ritorno del Giro in Sicilia a sei anni dall’ultimo passaggio. Due le tappe in calendario: la quarta, da Cefalù all’Etna, lunedì 9 maggio 2017, e la quinta, martedì 10 maggio, con partenza da Pedara e arrivo a Messina, passando appunto da Trecastagni, con la carovana che transiterà al mattino proprio davanti al santuario.

«In questi giorni – spiega don Alfio Torrisi, rettore della chiesa edificata tra il 1650 e la fine dell’800 – stiamo mettendo a punto i dettagli dell’abbinamento della festa con il Giro. Sarà qualcosa di straordinario, ma l’impegno profuso dall’amministrazione, dal comitato per l’organizzazione dei festeggiamenti, ma anche dalla Regione e dagli organizzatori della corsa è massimo e siamo certi che alla fine i risultati saranno positivi».

«Uno dei capitoli chiave che stiamo già affrontando – puntualizza a sua volta il sindaco di Trecastagni, Giovanni Barbagallo – è quello della sicurezza e dell’ordine pubblico. Per quel giorno ci attendiamo decine di miglia di persone tra fedeli e appassionati sportivi. Assicureremo a tutti l’accoglienza migliore, in un quadro di efficienza e tutela. L’obiettivo è quello di puntare alla valorizzazione delle nostre tradizioni sociali, culturali e ovviamente religiose, attraverso l’evento del Giro seguito da milioni di persone in tutto il mondo. Avremo addosso gli occhi di tutti e non sbaglieremo».

«Il paese – continua Barbagallo – è già mobilitato. Abbineremo due eventi diversi, ma entrambi di grande richiamo per le masse: l’uno religioso, l’altro sportivo. Due eventi che avranno uguale valorizzazione. Per tale motivo, oltre alle forze dell’ordine con in testa i nostri vigili urbani, saranno in campo tutte le associazioni di volontariato. Centinaia di persone. Abbiamo coinvolto persino i gruppi ciclistici amatoriali locali che hanno dato la loro disponibilità. Le legioni della sicurezza si schiereranno lungo il percorso che prevede anche l’attraversamento di piazza Sant’Alfio, proprio davanti al santuario, probabilmente poco prima dell’uscita del fercolo con i simulacri».

«Garantite – conclude il sindaco di Trecastagni – tutte le vie di fuga: soltanto la strada che sale da Viagrande sarà interdetta al traffico per il passaggio della carovana. La nostra amministrazione comunale ha dato tutte le assicurazioni necessarie per un importante impegno finanziario. Altrettanto ha fatto la Regione Siciliana. È l’occasione giusta perché l’Isola dia un’immagine positiva di sé stessa».

Comuni e Regione, dunque, sono al lavoro per approntare il maquillage che sarà indispensabile al fine di accogliere al meglio il Giro e la sua carovana. Ma soltanto a guardare i numeri dell’edizione 99, si capisce quale sarà nel 2017 il ritorno dal punto di vista economico e dell’immagine. Nel 2016 il Giro è stato seguito dalle tv di 184 Paesi in tutto il mondo, attraverso 29 network, dei quali 24 hanno trasmesso in diretta. Più di 700 mila i fan su Facebook, con quasi tre milioni e mezzo di accessi ogni giorno alla pagina del Giro. La Rai, da parte sua, ha toccato i 4 milioni di telespettatori a tappa.

Tutto questo, in termini pratici, si traduce in un impatto ricchissimo su più ambiti: economico, turistico, ambientale, socio-culturale e persino politico. Il Giro d’Italia garantisce visibilità e notorietà turistiche alle aree attraversate e, dunque, una crescita delle potenzialità in termini di investimenti e delle attività commerciali. In altre parole, è uno spot pubblicitario con ritorni economici di gran lunga superiori agli investimenti. Le due tappe siciliane garantiranno ai centri direttamente coinvolti un giro d’affari per milioni di euro.

Senza trascurare l’aspetto socio-culturale: è dato per scontato che simili eventi rafforzino le tradizioni e i valori locali, mobilitando al tempo stesso le comunità che si sentono chiamate in causa. Migliaia gli appassionati e i turisti che seguono le tappe e questo porta a una garanzia per il rilancio della ricettività alberghiera. Al presente, ma anche per il futuro.

Ancora uno sguardo ai numeri dell’ultima edizione. Per i centri che hanno ospitato un arrivo di tappa, c’è stato un giro d’affari medio di 465 mila euro; 571 mila euro invece la cifra toccata per i traguardi in alta montagna.

I numeri dicono anche che i rendimenti in occasione del passaggio del Giro d’Italia sono compresi tra il 3,65 e il 10,25% dell’investimento. Cifre importanti che gli amministratori locali come il sindaco di Trecastagni, Barbagallo, o quello di Pedara, Antonio Fallica, conoscono bene. E che per tale motivo ribadiscono all’unisono: «Saremo all’altezza dell’evento. Rappresenteremo, assieme agli altri primi cittadini coinvolti, il meglio della Sicilia».

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