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Siracusa, la polizia sgombera i luoghi di fortuna dei senzatetto

SIRACUSA

Sacchi a pelo, coperte, vecchi stracci e buste di plastica: macchie di colore che spezzano il bianco delle grotte di Balza Acradina. Intorno e in mezzo, due realtà: case e palazzi di ultima generazione poco distanti, uomini e donne che decidono di dormire in luogo malsano e pieno di topi dentro le grotte. Eppure, l’assessorato ai Servizi sociali del Comune ha da circa tre anni creato il bando per l’assegnazione di alloggi a costo agevolato, e ha consegnato una decina di case ai cittadini indigenti.

Ma non bastano a colmare l’esigenza abitativa dei siracusani e no, specie in questo periodo di crisi economica. E nonostante tutto – ci sono circa 50 senza tetto  in città – che vivono in condizione di pieno degrado, privi di acqua, di riscaldamento, di serivizi igienici. E’ quanto hanno costatato stamane i carabinieri, la polizia municipale e l’Igm (società che si occupa di nettezza urbana) che ha fatto andare via dai luoghi di fortuna clochard, sia italiani sia stranieri. «Sono tanti i senza tetto a Siracusa – dice Tiziana Russo, volontaria in proprio – 4 o 5 quelli che privi di ogni confort che preferiscono dormire nelle grotte della balza. Gli altri invece stanziano tra la stazione dei treni, i palazzi del centro storico, l’ex tribunale di via Brenta. Spesso occupano spazi all’aperto, perché preferiscono vivere in assoluta libertà, altri invece perché realmente non hanno un tetto su cui contare.  Stamane ho visto effettuare lo sgombero e spero tanto che siano portati in strutture degne di umanità».

Ma come in ogni storia, c’è l’altro lato della medaglia: quello dei residenti e di chi vive in quelle zone considerando questi “vicini di casa” come inopportuni e indesiderati. «Non è per male l’operazione messa a segno dalle forze dell’ordine – dice Maria Aliffi, residente del quartiere Borgata – anzi preferirei che venissero ospitati in strutture adeguate per evitare sia il rischio che si ammalino e sia l’insicurezza della zona». Una problematica di difficile risoluzione, e che vede una mole di volontari pronti a fare di tutto per alleviare il malessere dei poveri. Ma anche -a volte – vere e proprie prese di posizione umanitarie: quattro anni fa si accese una aspra polemica quando l’ex comandante della polizia municipale, Giovanni Monterosso, fece sgombrare la balza dai clochard. In tanti si dichiararono impietositi dal futuro di quei senzatetto.

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