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Auto nera, una mamma denuncia e sui social dilaga la parodia

CATANIA

Giarre. Sono tante, troppe, le versioni che si stanno susseguendo sull’auto nera, la gente si divide tra chi giura di averla vista e chi afferma sia solo leggenda. La realtà dei fatti è che non si riesce a trovare il principio di questa, ormai, indistricabile matassa.

Dall’audio della signora Angela alla denuncia di ieri, le storie intorno alla presunta auto nera che ruba i bambini sono simili ma si differenziano di alcuni dettagli. Secondo la nota vocale della signora, rimbalzata su whatsapp, un bambino di una scuola di Mascali sarebbe stato avvicinato da un auto nera con a bordo uomo e una donna. I due avrebbero cercato di convincere il bambino a salire in macchina per portarlo dai suoi genitori rimasti coinvolti in un incidente stradale. La vicenda si conclude con il bambino che prontamente risponde ai due rapitori che il loro racconto non li convince perché i suoi genitori sono divorziati e la mamma lo aveva da poco lasciato davanti scuola, detto ciò il piccolo si allontana entrando nell’edificio.

Ieri è giunta anche la prima denuncia fatta ai carabinieri di Giarre dalla signora Maria Finocchiaro insieme a suo figlio tredicenne. La storia narrata dalla donna è ricca di dettagli ed è, in certi aspetti, analoga a quella della nota audio e si svolge in una scuola davanti la frazione di Trepunti. Il ragazzino all’uscita da scuola, mentre attendeva la mamma, sarebbe stato avvicinato da un uomo alla guida di un auto nera di grossa cilindrata, l’uomo avrebbe sollecitato il tredicenne a salire in auto con la scusa di riaccompagnarlo a casa perché il padre e il nonno del minore, coinvolti in un incidente, non sarebbero venuti a prenderlo. Il bambino non ha creduto al racconto e si è rifiutato di salire a bordo.

Per saperne di più abbiamo nuovamente contattato i carabinieri di Giarre i quali hanno confermato la denuncia commentando «abbiamo ricevuto la prima denuncia ma per noi nulla è cambiato, continueremo, come già fatto negli scorsi giorni, a vigilare fuori dalle scuole. La suggestione crea allarmismo noi vogliamo evitare il degenerare di questo fenomeno». Dal comando hanno aperto un’indagine e questo entra in contrasto, secondo i carabinieri, con l’operato della signora che «una volta depositata la denuncia, ha continuato la sua campagna contro l’auto nera contattando la stampa e fomentando il tutto».

Tra realtà e finzione si infiltra la tipica “liscia catanese”,  in tanti sdrammatizzano sul caso a tinte horror, creando audio divertentissimi dove presunte auto, pulman e autotreni neri sono in giro pronti a rapire, mariti, suocere e mogli. C’è anche chi, superando ogni immaginazione, ha creato una traccia vocale dicendo di essere in mano dei rapitori dell’auto nera e di trovarsi così bene da preferire restare con loro piuttosto che ritornare alla solita routine familiare.

Purtroppo la suggestione gioca brutti scherzi e la preoccupazione dei genitori è certamente fondata. Ragionandoci su però queste storie hanno qualcosa di poco convincente, un rapitore che vuol prendere un bambino si farebbe davvero sfuggire la sua preda con un semplice “no, non ti credo”, la storia ci lascia qualche dubbio. Speriamo solo che questa presunta auto nera, così come è apparsa, svanisca presto nel nulla.

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