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Siracusa – Catania, gallerie al buio: i sindacati attaccano l’Anas

SIRACUSA

Per la sua realizzazione sono stati spesi ben 600milioni di euro. Si tratta del nuovo tratto autostradale che va Siracusa a Catania, lungo 25 chilometri. Ma adesso – nonostante sia stato costruito da poco – è già al buio, poco sicuro per le centinaia di persone che lo attraversano ogni giorno con i propri mezzi per recarsi a lavoro o altro nella zona aretusea o etnea

Un tema che accende parecchio i sindacati, che si battono affinché l’autostrada Sr- Ct sia sicura e sia un volano per l’economia isolana, e in particolare delle due province limitrofe. Il segretario provinciale della Filt Cgil, Vera Uccello, sferra un attacco all’Anas che ancora oggi non ha provveduto a ripristinare gli impianti di illuminazione in tutte le gallerie. «Nonostante le numerose riunioni in Prefettura e i conseguenti solleciti all’Anas perché provvedesse alla risoluzione del problema, ancora non si vede un solo intervento». La segretaria della Filt solleva solo la questione relativa ai disagi per gli autotrasportatori, che transitano prendendo spesso la vecchia strada provinciale, oramai ridotta in cattivo stato. «Vista la pericolosità delle gallerie al buio, il prefetto anni addietro emise un’ordinanza con cui veniva fatto divieto di transito nelle gallerie per i mezzi pesanti. Gli autotrasportatori, pertanto, sono costretti a transitare lungo le strade statali e provinciali, per bypassare il tratto delle gallerie, con inevitabili pesanti difficoltà sia nel transito stesso – le condizioni delle strade spesso non sono consone al passaggio dei mezzi pesanti – sia per la perdita di tempo che i percorsi allungati comportano». Basti considerare che l’autostrada è il principale – per non dire unico – collegamento del nostro territorio, anche e soprattutto con l’aeroporto Fontanarossa. Di conseguenza «i disagi derivanti dalle gallerie al buio ricadono inevitabilmente – conclude Uccello – anche sul turismo e sull’immagine che il territorio rende ai visitatori. Fino ad ora non abbiamo visto, da parte dell’Anas, alcun segnale di volontà per risolvere la situazione e questo ci induce a dedurre che non via sia alcun interesse verso il sistema autostradale siciliano. Ma saremmo lieti per l’intera economia isolana e delle due province di Siracusa e di Catania di essere smentiti dall’Anas. Un modo c’è: basterebbe aprire subito i cantieri di lavoro».

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