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«Pesavo 34 kg, a un passo dalla morte la danzaterapia mi ha salvato». LA STORIA

Un tunnel che sembra senza via d’uscita quello dell’anoressia, ma Luca Andrea Pillera ce l’ha fatta. Grazie alla danzaterapia ha ritrovato la voglia di vivere, dicendo addio ai disturbi alimentari

CATANIA

Guardandosi allo specchio non si amava. La morte della madre lo aveva scosso, spegnendo tutta la sua voglia di vivere e di lì a poco una forte depressione lo ha allontanandolo da amici, affetti, relazioni sociali. Chiuso in se stesso, nel proprio dolore, ha iniziato a perdere peso fino al punto di diventare anoressico.

E’ la storia di Luca Andrea Pillera, un giovane catanese di 25 anni. Anni di dolore e di sofferenza, ma anche di rivincita, di lotta e di rivalsa su una malattia, purtroppo, diffusissima tra i giovani. Luca Andrea, nonostante le difficoltà, ce l’ha fatta.

«Avevo 17 anni quando mia madre è morta una morte sofferta, travagliata. Lei aveva un tumore e vederla soffrire e poi morire, ha ucciso qualcosa dentro me. I primi giorni piangevo, rifiutavo il cibo, ma fin lì poteva sembrare normale non avere senso di fame a pochi giorni da un lutto così difficile da elaborare. Poi il rifiuto per il cibo si è esteso, e senza che io me ne accorgessi realmente da 75 kg sono arrivato a pesarne 34. Ero a un passo dalla morte, ma la danzaterapia mi ha salvato». Racconta così il difficile percorso Luca Andrea, parlando della danzaterapia: un’arteterapia (non accettata dalla medicina) che lo ha salvato dal baratro, una tecnica molto particolare che utilizza il corpo e il movimento come mezzo primario per regolare le emozioni e il sé psicofisico dell’individuo.

Un movimento che coinvolge braccia, gambe, tutto il corpo. Movimenti liberi, accompagnati da una musica calda e soffice che rilassa e infonde emozioni positive. «Con l’aiuto della musica, del movimento, ho trovato il modo di esprimermi a modo mio e ho iniziato a sentire la scia positiva di questa arte. Mi sentivo privo di stimoli, senza nessuna voglia di far nulla – continua Luca Andrea-. Avevo perso tutto, ho lasciato l’università, non cercavo lavoro, passavo le giornate a letto che scorrevano tutte uguali e senza un senso. Poi un giorno, dal nulla, mia sorella mi ha regalato un biglietto aereo per la bellissima Roma, dicendomi di essersi messa in contatto con una specialista della danzaterapia che forse avrebbe potuto aiutarmi. Ho deciso di partire, non tanto per me ma più per non ferire mia sorella. Mi sono detto “niente può aiutarmi”, ma se mi fossi rifiutato di partire avrei dato un dolore troppo grande alla mia famiglia, così ho fatto i bagagli. Ho passato anni terribili, dai 17 ai 23 anni, ero in un tunnel dentro il quale non c’era luce. Seduta dopo seduta, la danzaterapia mi ha salvato. Questa terapia dona un forte senso di benessere, ha fatto emergere le energie positive che avevo chiuso dentro. Otto mesi di danzaterapia mi hanno restituito alla vita. Non mi vedevo più così brutto, sfigato e fallito, come mi vedevo prima e così mi sono detto “voglio vivere, voglio studiare, voglio realizzarmi”. Ho superato così la depressione e adesso sento di avere una bella vita, forse la apprezzo ancor di più di tante altre persone. Posso dire che da due anni sto bene, e anche se non è stato un percorso facile, ho vinto io».

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