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“Ketty…racconto”: Ketty, Andrea e Gaetano parleranno di generazioni a confronto

Ketty…racconto è il programma che vi farà compagnia nel primo pomeriggio di Ultima Tv, presentato da un trio inimitabile e grintoso Ketty Ranno, Andrea Schillirò e Gaetano Pappalardo. Professionalità e simpatia sono gli elementi principali di questo nuovo appuntamento, ma i veri protagonisti saranno i giovani. Si perché Ketty…racconto verte proprio sui ragazzi, prende spunto dalle loro mode e problematiche, per raccontare una nuova generazione tutta da scoprire che si confronta con quelle più grandi dei genitori e perché no anche dei nonni. Abbiamo chiacchierato con Ketty, Andrea e Gaetano cercando di scoprire qualche anticipazione di Ketty…racconto, tra i ricordi della loro adolescenza.

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-Manca orami poco e si inizia, il 14 novembre sarete in onda con Ketty…racconto, svelateci qualche curiosità, cosa dovremmo aspettarci da questo nuovo programma?

K. «Siamo prontissimi!! In studio saremo presenti Andrea e io, mentre Gaetano curerà le interviste esterne. Ogni giorni si affronteranno tematiche diverse, con noi in studio avremo un esperto dell’argomento trattato che ci aiuterà ad analizzare e comprendere il tema discusso. Non mancherà un momento musicale, infatti avremo anche una giovane cantante. Durante la puntata sono previsti dei servizi esterni curati da Gaetano piccole finestre di approfondimento che vedranno come protagonisti volti noti, esperti e gente comune che esprimeranno le loro opinioni. Il pubblico in studio sarà prettamente di giovani dai 18 ai 30 anni e saranno loro i veri protagonisti che animeranno il programma, mentre gli intervistati da Gaetano saranno persone più grandi d’età, proprio per creare un dibattito costruttivo, un confronto tra diverse generazioni. Nel programma ci sarà largo spazio per i social, la gente potrà così partecipare attivamente alle puntate, commentando e ponendoci delle domande tramite i nostri contatti facebook e twitter, inoltre ogni giorno verranno lanciati due sondaggi a cui i nostri spettatori saranno invitati a rispondere».

– La vostra è una coppia collaudata nel tempo, sono tanti i programmi che vi hanno visto insieme da Playa Bonita a Quelli che il calcio passando dalla Vita in diretta con Cucuzza. Come sarà condividere anche questa esperienza e soprattutto, come vi state trovando con la new entry Andrea?

G. «Alle nostre spalle abbiamo entrambi 20 anni di tv, tra programmi e anche cinema nel mio caso, con parti in alcuni film come in La Matassa di Ficarra e Picone. Ketty ha molti pregi, la sincerità… la sincerità (ridono)!! Io lei e Cristiano ci conosciamo da sempre lei è il nostro terzo maschio tra di noi ci confidiamo, ci raccontiamo tutto e ci siamo sempre consigliati sia sul lavoro che sulla vita privata. Nel mondo dello spettacolo dove esiste molta falsità, raramente si lega così. Ci siamo sempre aiutati e infatti ancora oggi siamo tutt’è tre molto uniti».

K. «Non tutti lo sanno ma io ho iniziato alla scuola di teatro dello Stabile, da piccola volevo fare l’attrice ma poi crescendo ho capito che la tv era la mia passione, amo la spontaneità della televisione, niente di costruito, le mie scalette si basano solo di pochi punti chiave poi mi piace improvvisare sentirmi a mio agio. Lavorare con loro è sempre stato bellissimo perché tra noi c’è molta sinergia, un’intesa perfetta basta uno sguardo e ci capiamo, non abbiamo mai avuto discussioni e nessuno è mai prevalso sugli altri. Andrea è un bravissimo ragazzo molto umile e questa qualità per me è importantissima, sin dal nostro primo incontro a pelle ho capito che con lui si può lavorare benissimo».

G. «Noi crediamo molto nel gioco di squadra, adesso non siamo più singole individualità ma un trio compatto e stiamo creando una complicità che renda al meglio il programma».

– Andrea questo è il tuo debutto televisivo. Tu provieni dal teatro, hai studiato e lavori da anni sui palcoscenici nazionali e hai partecipato anche a importanti produzioni cinematografiche, Inoltre sei stato uno dei protagonisti di Zelig Lab con dei pezzi molto divertenti scritti da te. Cosa porterai del tuo background in questa nuova avventura, oltretutto so che tu sei anche autore del programma?

A. «Porterò di certo la spontaneità, per me è un qualcosa di nuovo sarò me stesso, non amo le cose costruite. Ho studiato teatro per 15 anni e resterà il mio grande amore. Zelig è stato molto faticoso ma stupendo. Ricordo quando per la prima volta dietro le quinte, ho sentito la sigla mi sono davvero emozionato e ho realizzato il tutto, ero davanti a un pubblico che aspetta la tua battuta per ridere è difficile ma anche una bellissima esperienza. Ho sempre scelto il teatro sin da bambino, molti mi chiedono perché non ho seguito le orme di mio padre e non ho fatto il giornalista come mia sorella, a me non è mai piaciuto. I miei mi hanno sempre lasciato libero di prendere le mie decisioni e io dopo la maturità ho voluto cimentarmi nella recitazione e seguire la mia strada e così sono partito per Roma. Al cinema ho lavorato con Zingaretti e Woody Allen, ma non mi è piaciuto recitare in un set, manca la spontaneità. Al teatro se sbagli non puoi recuperare, sta tutto nella tua bravura, nell’improvvisazione, invece durante le riprese dei film per fare una scena si ripete infinite volte, diventa tutto troppo meccanico non senti più il brivido, l’adrenalina dell’andare in scena. E poi passano mesi prima di andare a vedere il film quello che hai realizzato, non fa per me, spegne la mia emozione e questo non va bene».

-In Ketty…racconto sarà fondamentale il confronto tra diverse generazioni, l’eterno battibecco genitori figli. Cosa è cambiato ai giorni nostri e come sono stati i vostri genitori?

K. «Oggi manca il controllo e una giusta educazione da parte dei genitori. Io mi ricordo che da ragazzina quando dovevo andare il sabato in discoteca, al pomeriggio giovani, mia madre mi accompagnava e mi veniva a prendere, all’insaputa di mio padre! Io a 13 anni giocavo con le barbie insieme a mia sorella invece oggi le ragazzine a quell’età i giochi li hanno abbandonati da tempo, usano i social, il cellulare escono tutte truccate. Sicuramente manca un adeguato controllo dei genitori ma è anche la moda che ti impone questo, se su 20 adolescenti tutte si comportano così, è normale poi che anche nostra figlia chieda di fare come loro e se tu le proibisci per esempio il cellulare, la fai passare per la reietta, quindi che cosa si deve fare? Questa sarà un altro argomento che affronteremo in puntata. Io come madre sono molto severa, i miei sono stati così con me è questo mi è servito sono stata sempre molto equilibrata grazie a questa educazione. Lo stesso cerco di fare con le mie figlie do delle regole che voglio siano ascoltate, per esempio a tavola bisogna stare tutti seduti insieme senza cellulare ne iPad, se mi rispondono male sanno che avranno delle punizioni. Il rapporto mamma amica è giusto, ma prima di tutto io sono la mamma e questo ruolo è fondamentale, sono sempre presente nella loro vita e cerco di indirizzarle verso la via più corretta, poi a 18 anni sceglieranno loro cosa vorranno fare ma io sarò sicura di ciò che gli ho insegnato».

A. «Il mio sogno era avere il cane e l’ho avuto solo un paio di anni fa. I miei genitori sono sempre stati molto generosi e io non ho mai avuto grandi pretese, mi bastava ciò che mi veniva dato. Diciamo che sono sempre stato un vecchio dentro sin da piccolo!»

G. «I tempi sono cambiati i social servono ma se non sono controllati posso essere molto pericolosi. Io per chiamare da ragazzo usavo la cabina con i gettoni! Mi ricordo i sabato sera a guardare Fantastico quando potevo andare a letto a mezzanotte, si viveva con cose semplici e si stava bene, l’eccezione era davvero un evento, oggi invece l’eccezione è la regola e si tende sempre di più verso l’estremo. Ho lottato solo per avere lo scooter, alla fine me lo sono comprato da solo, ma me l’hanno rubato subito!»

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