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Inghilterra fuori dall’Europa. Anzi NO!

Sembrerebbe che l’Inghilterra non sia uscita definitivamente dall’Europa.

L’Alta corte di Londra ha accolto il ricorso di un gruppo di attivisti, a favore dell’Unione Europea, che definiscono necessario il voto del Parlamento di Westminster, per avviare l’iter della Brexit, sostenendo che non possa essere solo il voto del popolo a decidere.

Il problema all’avvio del procedimento di uscita, già avviato ed in fase di partenza definita entro marzo 2017, è che il parlamento e la maggior parte dei suoi membri non vorrebbe quest’uscita dal sistema europeo.

Il processo si complica e quelli che sembravano essere due anni di transizione fino ad oggi pomeriggio, sembrano divenire un vero e proprio calvario non solo per il Regno Unito.

A vederne giovamento è la borsa inglese che chiude con un netto rialzo rispetto all’ultimo periodo che aveva visto un calo netto delle azioni britanniche.

«Il principio fondamentale della costituzione del Regno Unito è che il Parlamento è sovrano» – ha sentenziato il giudice dell’Alta corte, Lord Thomas of Cwmgiedd, nel leggere il verdetto del procedimento attivato da un gruppo di cittadini inglesi pro-europea, guidati da Gina Miller, donna d’affari e attivista, che ha organizzato e guidato la sfida al governo di Theresa May.

«Ricorreremo in appello contro questa sentenza» – scrive in un comunicato la May che adesso dovrà rivedere tutte le strategie politiche attuate sin dal suo insediamento.

Cosa accadrà adesso non possiamo saperlo e l’appello sarà solo tra diverse settimane, ma in caso il ricorso della Miller venga ulteriormente accolto il Parlamento dovrà votare e sicuramente non ci sarà una netta vittoria, come accaduto col referendum popolare costato il posto a Cameron.

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