Ti trovi qui
Home > Apertura > Omicidio Riposto, quelle sedici coltellate che non convincono…

Omicidio Riposto, quelle sedici coltellate che non convincono…

CATANIA

Quella richiesta di mettersi in ginocchio e poi lo sgozzamento… no, non convince l’ipotesi della rapina, sembra più un’esecuzione. Cosa si nasconde dietro l’atroce morte di Dario Chiappone?

Gli investigatori sono a lavoro per ricostruire un omicidio che allo stato è tutto tranne che chiaro. Un brutale regolamento di conti o una vendetta privata. Donne? Denaro? Droga? Perché tanta violenza se si fosse trattato solo di una rapina? Probabilmente c’è di più…

Sedici coltellate fra la gola e il torace per uccidere il giovane aiutante pizzaiolo sotto gli occhi della fidanzata di 20 anni più grande. La donna, che è ancora sotto shock, è stata interrogata dai carabinieri, coordinati dal procuratore capo Carmelo Zuccaro e dal sostituto Santo Distefano, e ha ricostruito la serata trascorsa in compagnia di Chiappone.

I due, a quanto pare, si erano appartati in via Salvemini a Riposto quando sono stati affiancati da due uomini a volto coperto che hanno trascinato il ventisettenne fuori dalla macchina.

Stando sempre alle dichiarazioni della donna, avrebbero preteso denaro da Dario che ha reagito. Per tutta risposta ci sarebbe stata la prima coltellata, poi la seconda, la terza e così via fino alla chiara richiesta di inginocchiarsi: con un colpo secco lo hanno sgozzato e ucciso.

Un delitto mascherato da una rapina che non convince affatto…

Articoli Consigliati

Top