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Messina e Catania, la coppa vale anche per l’autostima

Messina e Catania cercano in coppa altre risposte (domani al “Franco Scoglio”, ore 14.30. Arbitro: Volpi di Arezzo). Non è più il derby della paura, come quello in campionato del 9 ottobre scorso, ma può diventare (per chi lo vincerà) il derby di nuove, ulteriori, convinzioni.

Il mese scorso, le due squadre si sono presentate alla sfida del Massimino in una situazione molto difficile: il Catania a secco di vittorie dalla prima giornata di campionato. Il Messina con una società contestatissima e con la panchina (di Marra) poco stabile.  

A quasi un mese di distanza è cambiato tutto? Non ancora, non proprio. A livello societario, i problemi restano, seppur di diversa natura, e con approcci diversi per arrivare alla soluzione, sia da una parte che dall’altra. In campo, qualcosa (o più di qualcosa) da migliorare c’è, ma sono arrivati risultati e convinzione.

Il Catania, proprio da quel derby di campionato, ha centrato 10 punti in 4 partite. L’unico passo falso a Melfi. L’obiettivo per i rossazzurri deve essere quello di far bene (e vincere) anche lontano dal Massimino. 

Il Messina, con Lucarelli in panchina, ha centrato due successi (uno in coppa e uno in campionato) e un pareggio. Un bello scossone, senza dubbio, ma l’ambiente è sempre (e ancora) sul chi vive. Servono altre fondamenta, oltre i risultati e la grinta di Lucarelli.

La fiducia però arriva dal campo. Nel calcio, funziona così. Sono i risultati a dare più tempo, e più serenità, ai tecnici, ma anche alle società. Ecco che Messina – Catania può valere per questo. Turnover o meno, entrambe le squadre vorranno far bene, perché il campionato è più importante, ma anche la coppa può aiutare ad accrescere l’autostima. Da quest’anno, chi vince la coppa accede alla seconda fase dei play off per la B. Troppo presto per pensarci, siamo ai sedicesimi, anche se la statistica dice che il trofeo è da tre anni patrimonio del girone meridionale. Prima del Foggia, detentore, avevano vinto Salernitana e Cosenza. Un (piccolo) motivo in più per giocarsela fino in fondo. 

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