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Caps o gommini, dolcetto e scherzetto. Mia madre: «Iu sta’festa na’capisciu»

CATANIA

Celebravamo la ricorrenza dei defunti in maniera tutta nostra. Era il tempo del rito della pistola con le capsule gialle o del fucile ad aria compressa per impallinare chi ci stava antipatico. Oggi c’è Halloween e la zucca, ma i bambini sono ugualmente contenti (forse più di noi)   

Mia madre mi chiama al telefono confusa e cerca conforto: «Iu sta festa na’capisciu, quannu eri nicu tu vulevi a’ pistola. Ora i to niputi vonu a’ zucca, i carameli e s’anu a’tingiri. Fossi era megghiu quannu ci sparavi a to soru…». Cuore di mamma, rimasta legata a quei simpatici ricordi di piccola canaglia (mio padre fece poi volare l’interpol dal balcone del quarto piano…).

Potevo “scendere” in cortile senza il fucile ad aria compressa? Ero già al limite della emarginazione quando mi presentavo con l’Interpol, elegante pistola giocattolo a gommini. Dovevamo fare le “battaglie” con i ragazzi dei quartieri vicini e quella piccola rivoltella era considerata troppo “innocua”, come glielo dico “caps o gommini?”. Non sarei stato credibile e il bottino era tutto. Armi giocattolo si diceva. Però i gommini sparati dall’alce veloce o dall’oklaoma (era una pistola dalla canna lunga) “alluppiavano”. Nel giorno dei morti avere un’arma (giocattolo) in mano era un must, sennò eri fuori gioco. Carusi, era il nostro modo innocente di trascorrere quel giorno, che in realtà andava dedicato ai nostri parenti passati a miglior vita. Onestamente, non ce ne poteva fregare di meno a quell’età.

Per la generazione degli under 40 era più bello allora. Noi inguaribili nostalgici e fieri custodi delle tradizioni (quella di spararsi addosso, viri chi preiu). Siamo la generazione di “caps o gommini”. I miei nipoti hanno ereditato l’amore per Halloween e di pistole e caps non ne sanno niente. Mischini, non li invidio… si divertono con una zucca e facendo la questua per caramelle e cioccolatini (pronunciando la minaccia delle minacce: “dolcetto o scherzetto”). Non sanno proprio cosa si stanno perdendo (e meno male che non lo sanno). Ha ragione mia madre, c’è n’munnu pessu.

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