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Truffa dello specchietto. La testimonianza di una donna

CATANIA

Segnalati numerosi casi nelle strade della provincia di Catania. Prese di mira soprattutto le donne sole in auto, i ragazzi e le persone anziane 

Sono le 14.30 di domenica e la signora Valentina (nome di fantasia) sta percorrendo la strada che collega Mascalucia a Nicolosi, l’itinerario abituale per fare rientro a casa dopo aver ultimato il turno di lavoro. «Dopo un sorpasso – racconta la donna – ho sentito un forte rumore ma non mi sono fermata. Solo qualche istante dopo, voltandomi per capire cosa fosse successo, ho scoperto che il finestrino di destra del lato passeggero era andato in frantumi. Era chiaramente visibile un buco al centro del vetro e i frammenti erano sparsi sul sedile. Ho deciso però di proseguire per raggiungere la mia abitazione, ignara della dinamica dell’incidente».

Il risvolto della testimonianza di Valentina assume però un effetto peculiare qualche minuto dopo, un passaggio che la coglie alla sprovvista. «Poco più avanti del cimitero di Nicolosi – prosegue – mi accorgo di essere seguita da un’auto grigia, che lampeggia con insistenza. Di lì a poco vengo affiancata dalla vettura e sono costretta a fermarmi. Alla guida dell’auto un uomo, insieme a una donna che con piglio insolente, indicandomi lo specchietto retrovisore danneggiato della sua macchina, mi dice: “”Signora, non ha visto il danno che ci ha fatto?” – Naturalmente ho replicato, sostenendo le mie ragioni, ma non sono scesa dall’auto. Stavo per prendere una penna e un foglio per acquisire la targa della loro vettura ma i due non me ne hanno dato il tempo. In una frazione di secondo hanno fatto marcia indietro, quasi un testa – coda e l’uomo mi ha gridato: “Lo paghi lei quel danno”, riferendosi al mio vetro rotto. Solo dopo, tornata a casa, mio figlio e amici mi hanno parlato di quella che viene comunemente definita la truffa dello specchietto. Alcuni di loro l’hanno già subita».

La storia di Valentina è un po’ quella di altre persone rimaste coinvolte in spiacevoli incontri, i cui tratti vengono postati su Facebook con crescente frequenza. Il giorno dopo Valentina si è recata al comando dei Carabinieri di Mascalucia per esporre l’accaduto.

«Si è trattato di una denuncia cautelativa – sottolinea – Mi hanno spiegato che la dinamica è quella della candela di accensione lanciata contro il vetro dell’auto. Questa truffa risulta particolarmente praticata nelle zone di Battiati, Gravina e Mascalucia e viene fatta a donne da sole in auto, ragazzi e persone di una certa età, cioè i soggetti più facilmente attaccabili. Loro cercano di farti scendere dalla macchina. Io non l’ho fatto e posso dire di essere stata fortunata».

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