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Siracusa, la politica dei veleni chiama in causa la Procura

SIRACUSA

Dalla bagarre continua alla guerra. Non c’è più via di scampo. E’ quanto accade politicamente a Siracusa che vede due fazioni opposte lottare all’ultimo sangue, in una battaglia che produce una marea di querele, di indagini, di confessioni e al contempo di dichiarazioni vere, false, screditate dall’avversario, affermate da amici e sconfessate dai nemici. Insomma tutto in un regime di follia ordinaria, anzi quasi straordinaria data la mole d’importanza che le querele producono: dalla stasi burocratica ai continui veleni.

Stamane in una conferenza stampa il sindaco Giancarlo Garozzo e l’assessore Pierpaolo Coppa hanno fatto una disamina, da una parte il primo cittadino ha gettato ombre sull’operato della Procura e in particolare sul pm Marco Di Mauro, in quanto sembrerebbe che segua quasi tutte le indagini di palazzo Vermexio dando “credito” solo alla fazione avversaria, ovvero quella riformista rappresentata da Zappulla e Princiotta e alle loro querele.

Dall’altra Pierpaolo Coppa ha invece riferito – facendo un excursus storico – come le vicende legate alla Stes sono antecedenti rispetto all’amministrazione comunale odierna, e che semmai quest’ultima ha “eliminato” il sistema di proroghe di servizi. Durante la conferenza stampa il primo cittadino, ha letto una lunga ricostruzione su cui traccia a suo avviso i rapporti tra gli ex collaboratori di giustizia Vasile, Piccione e la consigliera comunale Princiotta e il parlamentare del pd Zappulla. Garozzo ha parlato in modo chiaro di come a seguito di conferenze e di querele la magistratura apre le indagini e di come “stranamente” non sia mai stato chiamato dal Pm Di Mauro affinché vi sia un quadro completo delle indagini, eppure si è dichiarato più volte disponibile.

Mentre sul caso Stes (azienda che gestiva il servizio semaforico che ha denunciato in una recente conferenza stampa alla presenza del parlamentare  Zappulla e della consigliera Princiotta come al Comune vi sia un sistema di concussione e malaffare) ha conferito l’assessore Coppa precisando come: «l’amministrazione comunale, ha avviato 23 procedimenti disciplinari, tutti nel 2016.  Invito a non confondere gli avvisi di conclusione indagini con le richieste di rinvio a giudizio».

Coppa ha precisato che  se l’amministrazione assumesse dei provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti coinvolti, nel caso di assoluzione«si incorrerebbe in conseguenze chiare e inequivocabili quali il pagamento di ingenti danni a chi ha avuto una declassazione». Poi ha precisato come sulla vicenda Stes dalle dichiarazioni ascoltate c’è qualcosa di poco chiaro sul profilo temporale.«Sulla vicenda Stes l’amministrazione Garozzo non ha da rispondere nulla in merito ai fatti denunciati dall’imprenditore di concussione e di malaffare. Perché? E’ un fatto oggettivo, non coinvolge questa amministrazione, poiché parliamo di inizio estate 2013 e il sindaco Garozzo è stato eletto a luglio 2013. Un fenomeno di concussione che gli stessi denuncianti, dicono che risalgono al 2010 e solo uno al 2013».

di Eleonora Zuppardi

 

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