Ti trovi qui
Home > Cronaca > Allarme a Messina e provincia sul rischio di vedere sorgere nuovi inceneritori

Allarme a Messina e provincia sul rischio di vedere sorgere nuovi inceneritori

MESSINA

Per l’esattezza ne sono previsti sette sparsi nell’isola: una decisione stabilita dal Piano Regionale dei Rifiuti Solidi Urbani approvato il 20 luglio 2016, che prevede la costruzione di tutta una serie di impianti indispensabili per risolvere definitivamente il problema della gestione rifiuti. Ciò a dispetto del precedente Piano del 2012, in cui non si prevedevano inceneritori a caldo, ma altro tipo di strutture, permettendo a tutte le città di allinearsi agli obiettivi di legge e di rispettare la Gerarchia dei Rifiuti.

La variante della scorsa estate non è ancora approvata dal Ministero dell’Ambiente e potrebbe esserlo presto.

Da Messina giunge la seria preoccupazione, in particolare in vista della creazione di uno dei sette inceneritori –  e di rifiuti speciali – nella Valle del Mela, zona vicino Milazzo, dove già sussiste la raffineria e l’elettrodotto. Alla notizia della variante, immediata è stata la mobilitazione di massa dei comuni della Valle del Mela che, tramite petizioni popolari, delibere di Consiglio Comunale e proteste al Palazzo dei Normanni, hanno espresso il loro risoluto dissenso.

Ad appoggiare questa opposizione all’approvazione del progetto di nuovi inceneritori sono i consiglieri comunali della Città dello Stretto Cecilia Caccamo, Maurizio Rella e Ivana Risitano. Infatti già nel 2013 la città di Messina ha approvato una delibera con la quale ha scelto di aderire alla Strategia Internazionale “Rifiuti Zero”, che esclude categoricamente qualunque forma di incenerimento dei rifiuti e che punta alla loro diminuzione, alla massima differenziazione possibile e al riciclo.

“Se verrà approvata dal Ministero – denunciano -, la variante al piano del 2012 costituirà un reale rischio per l’ambiente e per la salute pubblica per il nostro territorio e senza dubbio essa entrerà in conflitto con la scelta, chiara ed inequivocabile, della città di Messina di sposare una strategia a forte impronta ecologica, sostenibile per il nostro pianeta. I cambiamenti climatici e le conseguenze catastrofiche non consentono più di derogare rispetto alla necessità di cambiare stile di vita, di non ammorbare più l’aria con polveri sottili, di impegnarsi a ridurre i consumi, a riciclare, a recuperare”.

Per questo i rappresentanti del Civico consesso sollecitano il presidente della Regione Rosario Crocetta: “A fronte di tutto ciò, le chiediamo di rispettare la scelta che la città di Messina ha fatto, sposando la Strategia Rifiuti Zero, sia a tutela dei processi democratici e del diritto di autodeterminarsi, sia a tutela della Madre Terra. Le chiediamo quindi di adoperarsi, anche con ordinanze contingibili ed urgenti, alla costruzione immediata degli impianti di compostaggio per la città metropolitana di Messina e per tutta la Sicilia; e di accelerare le procedure per la realizzazione di tutti gli impianti necessari al fine di raggiungere gli obiettivi di legge che prevedono il 65% di differenziata”.

Intanto a Messina si attende la data storica del prossimo 7 novembre, giorno in cui è fissato l’inizio della demolizione del “mostro ecologico” dell’inceneritore di San Raineri, attesa da oltre un trentennio. L’iter dell’appalto, dopo cinque anni di complicazioni, finalmente ha avuto una risoluzione solo la scorsa settimana, con l’accordo tra l’Assessorato regionale dell’Energia e la ditta vincitrice, la Messina Sud srl. Da qui la rinnovata speranza del recupero della Falce, luogo in cui questo ammasso di ferro e cemento svetta dagli anni Settanta e all’interno della seicentesca fortezza della Real Cittadella. Ma nonostante pregevoli atti di bonifica del territorio, come in questo caso, e le possibilità di soluzioni sostenibili al problema rifiuti, ancora si parla di inceneritori, seppur di ultima generazione.

di Carmer Di Per

Articoli Consigliati

Top