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Terremoto: cosa fare. Regole basilari pre/durante/post

Il terremoto è uno di quegli eventi che può scatenare le reazioni più disparate e tutte equamente comprensibili che spaziano dalla paura, al panico, all’ansia, all’agitazione. Per il forte scombussolamento emotivo, c’è chi ci lascia le penne.
Ma come contenere i danni, se non alle cose, alle persone?

Una piccola regola di “buon senso” potrebbe essere: prendere esempio dai giapponesi che hanno imparato a convivere con i “capricci” del sottosuolo.
Loro ad esempio, costruiscono edifici che rispettano severi criteri anti-sismici. Pene severe sono previste per quei costruttori che non rispettano le norme, o falsificano i risultati dei test. Secondo dati recenti, ben il 95% delle scuole rispetta le norme contro le scosse sismiche.
Ma, oltre alla sicurezza degli edifici, stanno facendo un grande sforzo per insegnare alla popolazione il corretto comportamento da tenere in caso di un terremoto: sono sempre più frequenti le esercitazioni che coinvolgono anche cittadini. Nelle scuole spesso si affronta l’argomento insegnando ai bambini e ai ragazzi cosa fare, e dove andare, in caso di una scossa sismica. Nelle città, numerosi cartelli indicano i luoghi di concentrazione dove recarsi in caso di pericolo.

E allora, visto che in Italia la sicurezza lascia ancora un po’ a desiderare, e da diversi anni si è iniziato con il programma di sensibilizzazione nelle scuole, ecco un elenco, altrimenti detto dagli addetti ai lavori (Protezione civile): “norme comportamentali in caso di evento sismico”, che ed è bene dirlo, andrà suddiviso in tre categorie: durante il terremoto, dopo il terremoto, e prima del terremoto (prevenzione).

DURANTE IL TERREMOTO
1. Cercare di mantenere la calma e non farsi prendere dal panico
2. Appoggiarsi su muri portanti (solitamente più spessi), che costituiscono un’ottima protezione durante i crolli
3. Ripararsi sotto un tavolo e ricordarsi che è pericoloso stare vicini a mobili (oggetti pesanti o specchi poiché potrebbero caderci addosso)
4. Ripararsi nelle appena elencate in posizione distesa o inginocchiata, coprendosi il capo con un cuscino o altro materiale morbido (se riusciamo a prenderlo);
5. Non uscire di casa a meno che non si abiti al pianoterra, per non rischiare di rimanere bloccati lungo le scale e non usare per nessun motivo l’ascensore
6. Chiamare i soccorsi segnalando eventuali persone infortunate
7. Aprire porte e finestre con prudenza poiché potrebbero crollare
8. Una volta terminata la scossa, uscire dall’edificio solo in caso di reale pericolo, facendo attenzione all’uscita per il pericolo di caduta di tegole calcinacci, insegne ecc.
9. Una volta all’esterno tenersi in spazi aperti, lontano dagli edifici, evitare di transitare al di sotto di ponti, gallerie e strutture sopra elevate
10. Tenere conto della eventualità del verificarsi di possibili scosse di assestamento;
11. In auto, non fermarsi in prossimità di ponti, terreni franosi o spiagge: potrebbero crollare o essere investiti da onde anomale

DOPO IL TERREMOTO
1. Non cercare di muovere le persone gravemente ferite, per non arrecare ulteriori danni
2. In strada, fare molta attenzione a calcinacci e vetri rotti
3. Portarsi al sicuro da edifici e da strutture pericolanti
4. Non avvicinarsi ad impianti industriali o linee elettriche poiché potrebbero cadere
5. Evitare di curiosare andando in giro piuttosto, raggiungere le aree di attesa individuate dai piani di  emergenza del comune
6. Evitare di usare il telefono e l’automobile: necessario lasciare le linee telefoniche e le strade libere.

Altrettanto validi sono le “aree di attesa” debitamente segnalate e definite all’interno del Piano di Emergenza che ogni Comune possiede. Piano che prevede anche un aspetto legato alla “prevenzione” del sisma, ovvero i comportanti da adottare prima che si verifichi per cercare di contenere i danni.

cartello-area-attesa-ultimatv

PRIMA DEL TERREMOTO
1. Sapere dove si trovano e come si chiudono i rubinetti generali del gas, dell’acqua e gli interruttori della luce: gli impianti potrebbero subire danni durante le scosse
2. Evitare di posizionare oggetti pesanti sulle mensole o sugli scaffali molto alti: fissare al muro gli arredi più pesanti perché potrebbero caderci addosso
3. Tenere in casa una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica o una lampada di emergenza, una radio a pile, un estintore ed assicurasi che siano facilmente raggiungibili e che tutta la famiglia sappia  dove sono riposti, e di facile presa
4. Conoscere i punti più pericolosi di ogni stanza e valutare le vie di fuga specie della camera da letto
5. Disporre di una cassetta di attrezzi per piccole riparazioni, allocarla in un luogo sicuro e facilmente  raggiungibile
6. A scuola o negli ambienti di lavoro, informarsi se è stato predisposto un piano di emergenza: seguendo
le istruzioni, è possibile collaborare alla gestione dell’emergenza

Come detto ogni Comune delibera un proprio Piano di Emergenza (per chi volesse maggiori info per Catania: http://www.comune.catania.it/il-comune/uffici/protezione-civile/informazioni-al-cittadino/norme-di-comportamento/; e http://www.comune.catania.it/il-comune/uffici/protezione-civile/risk/r-sismico/; è bene chiarire che il Piano di Emergenza Comunale approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. 19 del 9 aprile 2013, è aggiornato al dicembre 2012).

E allora, cerchiamo di fare come i giapponesi: alleniamoci a convivere con i “capricci” del sottosuolo e a fare nostre le norme comportamentali in caso di emergenza!

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