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Trema la terra nel Tirreno (5.7) ma il Marsili non c’entra

Continua a tremare la terra in Italia. Oltre allo sciame sismico in corso in provincia di Macerata, tra ieri – venerdì 28 – e oggi 29 ottobre i sensori dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) hanno registrato altri due eventi profondi: il primo terremoto, di magnitudo 5.7, ieri alle 22.02 nel Mar Tirreno, a una profondità di circa 470 chilometri; il secondo movimento tellurico, di magnitudo 4.3, oggi alle 13,58 in provincia di Potenza, a una profondità di 270 km. Nessun danno alle persone o agli abitati.

«Nel nostro territorio – spiegano gli esperti dell’Ingv – la maggior parte dei terremoti avviene tra 0 e 20 km di profondità, all’interno della crosta superiore. Tuttavia, a causa dei complessi fenomeni geologici che hanno portato alla sua attuale configurazione, la nostra penisola è interessata in alcune aree da terremoti intermedi e profondi (fino a 600 chilometri)».

«Questa sismicità, tipica delle zone di contatto tra placche oceaniche e continentali come quelle del margine dell’oceano Pacifico e dell’oceano Indiano, si manifesta nel nostro Paese laddove la litosfera del Mar Ionio sprofonda sotto l’arco calabro e il Tirreno meridionale. Il Mar Ionio, infatti, rappresenta il relitto di un antico grande oceano che occupava la regione del Mediterraneo e che ha subìto il processo di subduzione (sprofondamento, ndr) e in parte è stato riassorbito nel mantello terrestre per decine di milioni di anni, prima sotto le Alpi e poi sotto gli Appennini».

«Nella regione del Tirreno sono piuttosto frequenti i terremoti profondi, a causa della subduzione della litosfera ionica sotto la Calabria. Si parla molto di una relazione tra questi eventi e il Marsili, il vulcano sottomarino la cui base si trova sui fondali del Tirreno, 3000 metri sotto il livello del mare, innalzandosi per 2000 metri. La scossa di magnitudo 5.7 – puntualizzano ancora gli esperti – è accaduta a oltre 470 km di profondità e quindi non può assolutamente essere considerata come un segnale di attività del Marsili».

«Nonostante l’elevata profondità dell’ipocentro, il terremoto avvenuto venerdì alle 22 è stato avvertito in modo molto lieve dalla popolazione calabrese, probabilmente perché il corpo in subduzione ha favorito la propagazione verso la superficie in direzione della Calabria, come testimoniano i questionari arrivati alla sala operativa del centro di controllo sismico, attraverso il sito http://www.haisentitoilterremoto.it».

di Alfio Di Marco

 

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