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La famiglia siciliana sempre piu’ in crisi

CATANIA

Per il 51% dei siciliani la situazione economica della propria famiglia rispetto a 5 anni fa e’ notevolmente peggiorata. La questione lavoro – con un tasso occupazionale ben lontano da quello del Centro Nord –  pesa oggi ancora più che in passato. In 4 anni l’indice di insicurezza economica è cresciuto di 25 punti, dal 38% del 2010 al 65% del 2014. La fotografia scattata da Pietro Vento, dell’istituto Demopolis, durante il convegno sul tema “Solidarieta’ e sussidiarieta’”, e’ impietosa: la regione avverte  in maniera evidente gli effetti della crisi.

Nel corso del convegno organizzato a Palazzo della Cultura, a Catania, da Futurlab, sostenuto dal nostro gruppo editoriale, Ultima tv, erano presenti autorita’ cittadine, vertici della Croce Rossa e delle principali associazioni che si occupano di sociale per discutere della riforma in atto del terzo settore. Tra i temi trattati, l’attuazione di politiche di innovazione sociale, la lotta all’esclusione sociale e il degrado territoriale, la ricerca di uno sviluppo sostenibile, la promozione di attivita’ di formazione per rivitalizzare il mercato del lavoro e arrestare il fenomeno della “fuga dei cervelli”, la creazione di un dialogo tra giovani e istituzioni.

«Solo il 3% dei ragazzi, infatti, crede nella politica – per Roberto Lagalla, componente del Cda del CNR- sempre piu’ lontana dai bisogni reali della gente. La Sicilia, in particolare, e’ troppo spesso agli ultimi posti in termini di sussidiarieta’. Per questo l’associazionismo e il volontariato  tentano di dare risposta ai bisogni sociali, cercando di superare gli ostacoli della burocrazia e della politica. Si dice che gli statisti guardano al futuro delle prossime generazioni, la politica alle prossime elezioni».

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