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Librino, vandalizzata la sede Eris di Viale Bummacaro. Rubati pc e attrezzature didattiche

CATANIA

Ennesimo furto nel centro di formazione professionale dell’associazione che opera a Librino, questa volta presa di mira la sede di viale Bummacaro. Rubati i computer e le attrezzature per le attività di apprendimento dei ragazzi  

Ancora furti e intimidazioni per l’Associazione Eris, da sempre in prima linea nella formazione dei giovani nei quartieri più difficili di Catania. Questa notte è stata presa di mira la sede di viale Bummacaro. I ladri si sono introdotti da una finestra protetta da grate di ferro e hanno rubato 9 computer in dotazione del laboratorio multimediale, 3 computer della segreteria e le attrezzature didattiche utilizzate dai ragazzi per i laboratori di operatore elettrico, estetista e acconciatore. Un bottino che annovera, dunque, anche tinture per capelli e piastre arricciacapelli. Gli autori del furto hanno anche distrutto la macchinetta del caffè e divelto alcune porte, che sono state sganciate dai battenti.

«Un lavoro fatto con calma e certamente pianificato – racconta Alessandro Fangano, responsabile relazioni esterne e comunicazione dell’associazione – I pc erano all’interno di un deposito protetto da una porta di ferro, chiusa con un grosso lucchetto, ma sono entrati lo stesso. La scorsa settimana, nella sede di viale San Teodoro, eravamo stati vittime di un episodio un po’ diverso. In quel caso avevano imbrattato le pareti con disegni osceni e sulla lavagna di uno dei laboratori avevano lasciato la scritta “andate via”. Il polo didattico di Viale Bummacaro è una struttura già scolastica di proprietà comunale, che era inutilizzata e che rischiava di diventare un’ulteriore ferita nel cuore di Librino. Noi l’abbiamo recuperata grazie alla Formazione Professionale e l’abbiamo resa un luogo di riscatto e un’occasione di crescita per i ragazzi».

Nonostante i furti e le continue intimidazioni, avvenuti in tutte le sedi, un episodio del genere non si era mai verificato a distanza così ravvicinata. Fenomeno che mette inquietudine negli operatori del polo didattico, ignari delle ragioni di questi atti nei loro confronti.

«Non sappiamo perché non ci vogliono – sottolinea Fangano – Siamo ben inseriti nel quartiere e la legalità è per noi il fondamentale punto di riferimento. Forse ci utilizzano come bancomat, anche se il valore di mercato del bottino è molto relativo. Però è un danno incalcolabile per i ragazzi, che per un po’ non potranno fare laboratorio. Lo  scorso mese di luglio abbiamo ricevuto la commissione europea denominata CONT, che si occupa delle verifiche sul Piano di Garanzia giovani. La nostra associazione è stata scelta in rappresentanza della Sicilia orientale. Il nostro modello è piaciuto molto».

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