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Trapianti di organi, la Sicilia è l’ultima regione per numero di donazioni

ROMA

In Italia il numero dei trapianti d’organo  pressoché costante da 10 anni. Nel 2015 sono stati 3326, in leggero aumento rispetto all’anno precedente. Ma sono ancora troppo pochi. A remare contro una cultura della donazione, praticamente sopita, una forte resistenza nelle donazioni da vivente e un gap nei donatori a cuore fermo che deve essere colmato. Alla vigilia dell’apertura del quarantesimo congresso della Società italiana trapianti d’organo è un ritratto con luci ed ombre quello che disegnano Franco Citterio, presidente uscente della Sito e della Fondazione italiana per la promozione trapianti d’organo e Umberto Cillo, presidente eletto Sito in carica da gennaio 2017, commentando le cifre del Centro nazionale trapianti.

Secondo il rapporto del Centro Nazionale Trapianti, in Sicilia nel 2015 sono stati eseguiti 98 trapianti di rene da donatore deceduto, 54 trapianti di fegato da donatore deceduto, 18 trapianti di cuore e un trapianto di pancreas. I donatori sono stati 9,8 per milione di persone (il dato più basso in Italia), in leggero aumento rispetto all’anno precedente, quando si attestava a 9, e quelli utilizzati, in numeri assoluti, sono stati 44. Le persone che in Sicilia hanno espresso la loro dichiarazione di volontà alla donazione sono 86.030.

«Per la qualità dei Centri e per la qualità dei trapianti, misurabile in termini di risultati, sopravvivenza dei pazienti e qualità di vita post intervento, l’Italia può considerarsi soddisfatta – spiega Franco Citterio – ma sono ancora troppo pochi i trapianti effettuati. E questo perché manca ancora una vera cultura della donazione nel nostro Paese. E se qualcosa si è fatto in questi anni in termini di donazione da donatore deceduto ancora moltissimo si deve fare per la donazione da vivente che incontra moltissime resistenze. Basti guardare il divario numerico nel 2015 che c’è nel trapianto di rene da donatore vivente tra Italia (301) e quelli (1075) eseguiti nel Regno unito, paese dello stesso numero di abitanti dell’Italia. Quella delle donazioni è una spina nel fianco nel sistema italiano dei trapianti per questo dobbiamo fare più educazione, più cultura della donazione a 360 gradi, solo così l’Italia potrà crescere».

 

 

 

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