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Operazione “Target”: in manette Nuccio Mazzei e 16 esponenti del clan – VIDEO

CATANIA

Una nuova operazione per decapitare una delle cosche più potenti di Catania e provincia. Questa mattina, alle prime luci dell’alba, sono finiti in manette diciassette esponenti del clan Mazzei, meglio conosciuti nell’ambiente criminale come i “Carcagnusi”. Fra questi spicca il nome di Sebastiano Mazzei, noto come “Nuccio ‘u carcagnusu”, figlio di Santo, storico boss del clan per tanti anni e in carcere dal 1992 con addosso una condanna di ergastolo da scontare con il regime del 41 bis.

Il blitz arriva dopo intense indagini tecniche, condotte dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato, con il coordinamento della Procura e Direzione Distrettuale Antimafia, partite nel mese di febbraio 2015 e durate fino al successivo luglio, che hanno riguardato l’organizzazione mafiosa Mazzei e, tra gli altri, alcuni appartenenti storici della citata cosca, quali Carmelo Occhione, Maurizio Giovanni Motta (ai quali è stato contestato un ruolo direttivo) e Carmelo Giusti, oltre al “novello” Giuseppe Cardì, ritenuto uomo di fiducia di Sebastiano Mazzei.

C’è anche una donna coinvolta nell’operazione. Si tratta di Gioacchina Fiducia accusata di concorso esterno in associazione mafiosa nella forma per il contributo fornito per mantenere latitante di Nuccio Mazzei. La donna era la responsabile della stipula del contratto con il quale era stata concessa in affitto la villetta di Ragalna dove è stato catturato Mazzei. Il documento di Fiducia era stato inoltre falsificato in quanto al posto della sua foto c’era quella della moglie del boss.

Le investigazioni hanno consentito di attestare la piena operatività della cosca ed in particolare della squadra del “Traforo” (notoriamente più vicina alla famiglia Mazzei che risiede in quel rione) che, al pari di quella di “Lineri” era dedita ad attività estorsive ed alla commissione di reati contro il patrimonio. Infatti, le indagini hanno consentito di fare luce su due furti ai danni di attività commerciali di Siracusa e Augusta.

Uno dei destinatari della misura cautelare si è reso irreperibile ed è attivamente ricercato. Espletate le formalità di rito, gli arrestati, ad eccezione di quelli per i quali è stata disposta la misura degli arresti domiciliari, sono stati associati portati nelle carceri di  “Bicocca” e “Piazza Lanza” di Catania.

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