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Madonna transennata. Il caso dell’altarino «abusivo» INTERVISTE/VIDEO

CATANIA

Volendo potremo definirla la Madonna della discordia. Perchè nel quartiere di San Francesco La Rena a Catania un’immagine sacra aveva causato così tanti problemi. Da una parte ci sono i residenti del Villaggio “Ippocampo di Mare”, dall’altro il corpo della Forestale. In mezzo, un altarino di legno e un piccolo slargo fatto di panchine e ciottolato bianco dove la gente si riunisce per recitare il rosario o raccomandarsi l’anima alla Vergine. “La sosta della Misericordia”- come viene chiamato l’altarino – per due volte è stato sottoposto a sequestro penale e- in altrettanti casi- il nastro biancorosso è stato rimosso da qualcuno del villaggio che non condivide questa decisione. «Qui prima dell’altarino c’era solo un’enorme discarica abusiva. Una pattumiera a cielo aperto ripulita da tutti noi abitanti della zona con il preciso obiettivo di rendere il rione più vivibile e pulito».

A parlare è Calogero Pocaroba, portavoce degli abitanti. Accanto a lui intere famiglie sedute intorno alla casetta di legno che ospita la Madonna dell’Arco. Un sito di 150 metri quadrati che rappresenta l’unico luogo di preghiera in tutta San Francesco La Rena. In piena zona “A” della pre-oasi: l’area vincolata dove, tra le case e lo slargo, mancano però i 200 metri richiesti che formerebbero la cosidetta “fascia di rispetto”. « La questione fondamentale non è il materiale con cui è stata costruita questa struttura- sottolinea Maurizio Mazzocca, commissario superiore della Forestale- ma se si tratta di un’opera duratura o meno. In quest’ultimo caso la legislatura in vigore parla chiaro: l’impianto è abusivo e va posto sotto sequestro»

 

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