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«Mia sorella non doveva morire», #guidaebasta fallo per Ornella

CATANIA

A luglio sua sorella gemella è morta a causa di un incidente stradale. Da quel momento Barbara ha iniziato la sua campagna di sensibilizzazione con un hashtag virale #guidaebasta.

Erano andate a ballare a Taormina. Loro, le due sorelle gemelle e amiche per la pelle, avevano deciso quel sabato di festeggiare la laurea di Barbara e l’esame in farmacologia, superato a pieni voti, di Ornella. Una serata di divertimento puro che oggi è una ferita che sanguina. «Tre mesi fa, tre mesi possono sembrare un tempo velocissimo come anche un’eternità. Tre mesi fa io e mia sorella siamo uscite da casa insieme ma lei è tornata solo dopo dieci giorni in una bara bianca».

Barbara di quegli istanti ricorda tutto. Ricorda quella Alfa Romeno 147 che andava a velocità sulla A18 e che le ha investite mentre loro stava tornando a casa. Ricorda sua sorella, sbalzata fuori dall’auto mentre stava dormendo. Le immagini di lei sull’asfalto, esanime, scorrono nella sua mente. Le è stata vicina tutto il tempo, fin quando sono arrivati i soccorsi. Lei è rimasta illesa, sua sorella è morta e il passo dalla spensieratezza alla disperazione è stato velocissimo.

Su quell’altra macchina c’erano due ragazzi che ubriachi non hanno visto l’auto su cui viaggiavano le due sorelle tanto che oggi c’è un’indagine in corso e chi ha sbagliato pagherà. «Mia sorella non ha mai fumato e non si è mai messa alla guida ubriaca. Mia sorella mi ha rimproverata una volta che al giallo ho accelerato. Non l’ho più fatto. Lei ha sempre rispettato le regole del codice stradale – continua Barbara – ed è stata attenta, nel rispetto della vita propria e altrui. Nei 6 anni in cui ha avuto la patente non ha mai causato un incidente. Mia sorella era un passeggero come me sul sedile posteriore la notte in cui una macchina ha deciso di interrompere la sua vita per sempre. L’auto superava il limite di velocità consentito e non rispettava la distanza di sicurezza. A bordo guidatore e passeggero non erano nelle condizioni di guidare».

«Quando siamo stanchi, distratti, nervosi, euforici, strafatti al punto da non riuscire a capire più niente o siamo sovrappensiero alla guida – continua – rappresentiamo un pericolo per gli altri. Evitiamo. Guidiamo con coscienza e con prudenza e mettiamoci alla guida e basta».

E proprio con l’hashtag #guidaebasta, della campagna sulla sicurezza stradale Anas, che sta diventando virale su Facebook, è iniziata l’azione di sensibilizzazione che Barbara, suo fratello Claudio e tutta la famiglia stanno portando avanti. «Per ora lo abbiamo fatto solo sui social ma stiamo sviluppando un progetto per arrivare nelle scuole e portare testimonianza. Vorremmo iniziare dalla nostra scuola, il Galileo Galilei, e puntiamo alle medie e alle superiori. Uniamoci tutti in questa battaglia per una guida sicura».

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«Ornella aveva tanti progetti, le mancavano 7 esami alla laurea e voleva fare l’oculista. Io vivo a Torino e a luglio ero tornata in Sicilia per le vacanze, ma ci hanno dato la possibilità di vivere solo sette giorni insieme perché poi me l’hanno uccisa sulla strada».

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