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«Siracusa no fan’s card» la scritta nera che deturpa Piazza Cuella

SIRACUSA

«Siracusa no fan’s card». È  la scritta  nel cuore di piazza Leone Luigi Cuella che deturpa una parete della fonte restaurata di recente dai volontari  dell’associazione Astrea e  da alcuni residenti. Vandalismi e poca sicurezza: due facce della stessa medaglia, in una città dove gli abitanti chiedono maggiore cura,  controlli e  tutele.

Lo sfregio in piazza Cuella è l’ennesimo campanello d’allarme per lo stato di abbandono in cui versa Siracusa, specie nelle periferie. Un posto che dopo anni di polemiche, finalmente era stato ripulito e inaugurato nel 2014, con l’idea di creare un punto di aggregazione per gli abitanti del rione, un punto d’incontro per i tifosi del Siracusa e una fonte da ammirare per quei turisti che amano la Borgata e in particolare lo stile architettonico dei primi del’900.  Nel tempo, per vari motivi, i lavori erano stati interrotti varie volte e la fonte spesso era rimasta a secco o coperta da una coltre di melma, erbacce, bottiglie e rifiuti di vario tipo.

Era rimasta solo una piazza deturpata da centinaia di scritte fatte da writers, in un contesto di degrado totale. L’impegno dei volontari, era stato quello di ripulirla e smacchiarla dalle vernici.
«Sono rammaricata e dispiaciuta – dice Rossana La Monica, presidente dell’associazione Astrea – abbiamo impiegato oltre 30 volontari per ripulirla e acquistato vario materiale. Ma per cosa? Per rivederla di nuovo sporca. Complice la mancanza di controlli in tutta la zona, il muro è diventato oggetto di vandalismi con una scritta stupida, priva di senso dipinta nottetempo con uno spray nero. Ciò che mi lascia perplessa? È la facilità con cui sia stato possibile deturpare il muro, segno evidente che c’è la possibilità di compiere atti vandalici in modo indisturbato».

L’azione che aveva messo in campo l’associazione aveva un valore simbolico: far capire ai residenti del rione Santa Lucia che, con volontà e partecipazione di tutti, i siti restano puliti e belli da osservare. Difatti i volontari e alcuni abitanti non avevano temuto di arrampicarsi nel muro della piazza per pitturare i muri sporchi da graffiti e incrostazioni. Un sito, che ha una memoria storica che i residenti vogliono ricordare, quella di un libertario della storia patria Luigi Leone Cuella, nobile siracusano che donò il feudo (l’intera borgata) al Comune di Siracusa (fine 1800) per costruirne case, palazzi nuovi e strade.

di Eleonora Zuppardi

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