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Renzi vs Di Maio: è duello sui costi della politica…e intanto oggi si vota

ROMA

La questione politica sembra essersi trasformata in personale. La sfida M5s contro Pd, è diventata Di Maio vs Renzi. Nella giornata di ieri, infatti, il premier, ospite di Lucia Annunziata alla trasmissione”In 1/2 ora”, ha attaccato duramente il vicepresidente della Camera sul tema dei tagli al costo della politica.

«Il Pd studierà il ddl sul dimezzamento degli stipendi della politica, ma il problema è come si taglieranno questi costi. Perché ai parlamentari anziché dare l’indennità piena non la diamo per le presenza in Aula?», ha detto Renzi, che ha poi aggiunto: «Di Maio, ad esempio, ha il 37% delle presenze in Parlamento e allora diamogli il 37% dell’indennità. I 5 Stelle giocano a fare i puri ma poi sono come gli altri».

Non si è fatta attendere la replica di Di Maio che ha risposto così alle affermazioni del primo ministro: «Io ho solo il 12% di assenze, sono un vicepresidente della Camera, quando non voto, mi trovo o a presiedere o a svolgere un’altra serie di funzioni che mi vedono in missione. Sono in linea con quelle degli altri tre vicepresidenti. Dunque, questa storia delle assenze la usa il presidente del Consiglio per non rispondere a una domanda: oggi e domani il Movimento porta alla Camera dei Deputati, in aula, una legge che dimezza lo stipendio dei parlamentari il Pd la vota o no?».

«Renzi vuole ridurre gli stipendi dei parlamentari in base alle assenze? Va benissimo, però si parte dalla base dello stipendio dimezzato – rilancia Di Maio – perché oggi già esiste una norma alla Camera e al Senato per cui se non partecipi a una giornata di voti ti tolgono 250 euro, però se il tuo stipendio base è 10mila euro lordi più rimborsi, capirai che 250 euro che ti tagliano sono relativi».

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