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Donna morta di parto, gli ispettori: «Nessuna obiezione di coscienza»

CATANIA

Secondo gli ispettori della task force inviata dal Ministero della Salute nessuna obiezione di coscienza ha causato la morte di Valentina Milluzzo.

Nessuna obiezione di coscienza dei medici. È questa la risposta definitiva degli ispettori inviati dal Ministero della Salute all’ospedale Cannizzaro.

Valentina Milluzzo, la donna morta insieme con i suoi due gemelli, non è deceduta per un comportamento inadeguato da parte dei medici. La task force, costituita da due ispettori inviati dal Ministero, due tecnici della Regione Sicilia e un carabiniere del Nas, ha scritto una relazione preliminare ed entro 30 giorni consegnerà quella definitiva.

«Si ritiene opportuno specificare che dalla documentazione esaminata e dalle numerose testimonianze raccolte dal personale non si evidenziano elementi correlabili all’argomento obiezione di coscienza. È stato un evento abortivo iniziato spontaneamente, inarrestabile, trattato in regime di emergenza. La paziente era in trattamento adeguato per le condizioni di rischio dal momento del ricovero. Le prime valutazioni cliniche e il monitoraggio dei parametri vitali non evidenziano alcun dato anomalo, se non un iniziale abbassamento della pressione arteriosa. Gli accertamenti ematici evidenziano, in modo crescente dall’inizio alla fine, una situazione compatibile con un quadro settico e una coagulopatia da consumo, con progressiva anemizzazione e progressivo calo dei valori pressori».

Una vicenda che, nei giorni scorsi, ha alzato un polverone nel reparto di Ginecologia e Ostetricia del Cannizzaro. Il legale della famiglia, Salvatore Catania Milluzzo, ha, infatti, presentato una denuncia dichiarando che il medico che ha assistito Valentina non l’avrebbe fatta partorire per obiezione di coscienza e questo avrebbe aggravato il quadro clinico della donna.

La tesi, a quanto pare, non risulta supportata dai fatti. Dal momento che dopo il primo aborto naturale, il ginecologo avrebbe indotto il secondo parto con l’ossitocina e questo nel caso specifico smentisce l’obiezione di coscienza. Valentina, secondo l’equipe medica, è morta a causa di uno choc settico.

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