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Scarpe appese ai pali della luce. Anche a Catania arrivano gli “Shoefiti”

CATANIA

Scarpe di ogni tipo, foggia e colore, da tennis oppure molto eleganti, vecchie e piene di buchi oppure appena comprate. Ma tutte appese ai lampioni e ai cavi della luce.

Cosa significano? Bella domanda. E qui è un susseguirsi di possibilità e supposizioni. Alcune sconfinano nella leggenda metropolitana. Una corrente della street art? Segnali della microcriminalità per delimitare il proprio territorio e mettere in guardia bande o gruppi rivali? Indicazioni sulle piazze dello spaccio? Ricordo della perdita della verginità?

E ancora, una “lapide” alternativa per ricordare il parente recentemente scomparso?

Le ipotesi si sprecano, una dopo l’altra. L’unica certezza è che questo fenomeno ha un nome: “shoefiti”. Ovvero l’unione delle parole “shoe”(scarpa) e “fiti” (graffiti). Slag coniato da “Ed Kohler” che è l’artefice del più famoso blog dedicato a questa forma d’arte. Su “youtube” impazzano i video dei ragazzi che legano le scarpe tra loro e le lanciano contro alberi o fili della luce.

Messi in cantina, quindi, i lucchetti da attaccare sulle ringhiere del lungomare, Catania- come Berlino,Parigi, Roma, Londra, Lima Buenos Aires e Milano- si cimenta con quella che- per i più- è una semplice ragazzata da ammirare, fotografare e riderci sopra.

Meno felici sono ovviamente gli operai comunali che devono rimuovere le scarpe da pali e lampioni che si trovano ad un’altezza vertiginosa.

Dal centro alle periferie decine sono i punti “shoefitizzati” a Catania e migliaia sono le adesioni della gente sui social network. Un modo per dare nuova vita a vecchie scarpe il cui destino, altrimenti, sarebbe quello di finire in cantina oppure nel cassonetto dei rifiuti.

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