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Santa Maria La Scala, scoppia il “Caso cestini”

ACIREALE

«Caos, anomalie, sperperi di denaro pubblico e interventi realizzati con evidente pessima qualità». Il Movimento 5 Stelle torna all’attacco e, dopo la prima denuncia effettuata lo scorso Maggio, punta il dito sui lavori di riqualificazione del borgo di Santa Maria la Scala ad Acireale.

«A quanto pare, avevamo ragione – affermano gli attivisti dopo aver preso visione del certificato di regolare esecuzione – Da quanto emerge dal documento, molti dei nostri rilievi sono stati oggetto di attenzione dalla direzione lavori che ha proceduto a defalcare alla ditta le somme pagate in più per lavori che non erano conformi a quanto previsto, sia nel progetto originario che nella perizia di variante. Tra i lavori vi sono anche i famosi allori e gli esosissimi cestini dei rifiuti da noi denunciati, per i primi si è passati da un costo di oltre 12mila a poco più di 8mila euro».

 Il M5S solleva il caso:«come dicevamo non erano stati previsti ne’ in progetto ne’ in perizia di variante, tant’è che si è dovuto procedere durante la fase di esecuzione dei lavori alla creazione di un nuovo prezzo non incluso nel prezzario regionale. La direzione lavori ha proceduto ad un detrazione con la motivazione che la ditta ha fornito dei cestini parzialmente diversi rispetto a quelli concordati in precedenza. Il costo al lordo di ogni singolo cestino è passato da circa 730 a poco più di 630 euro».

 Angela Foti si chiede:«se queste somme sarebbero state detratte senza la nostra denuncia. Molto altro ancora ci sarebbe da detrarre, soprattutto se si considera che molti di questi lavori non stati eseguiti a regola d’arte o non sono stati eseguiti in conformità a quanto previsto in progetto ed in perizia di variante o, ancora, non sono stati eseguiti affatto anche se previsti. Basterebbe prendere come riferimento la nostra puntuale relazione, consegnata il maggio scorso, per procedere con altre eventuali detrazioni o per rivalersi nei confronti della ditta».

La protesta dei pentastellati riguarda anche la rampa disabili«che ha una pendenza e una lunghezza completamente fuori norma. Come se non bastasse, l’accesso è ostacolato da un enorme albero».

Immediata la replica del sindaco Roberto Barbagallo: «Continuiamo a non comprendere il presunto polverone sollevato. Le detrazioni sono frutto di una scelta autonoma di questa amministrazione che, come deve, controlla le carte e vigila sul modo in cui vengono effettuati i lavori e spesi i soldi pubblici. Questa amministrazione, ben prima della presunta denuncia dei Cinque Stelle, aveva effettuato sopralluoghi e chiesto, ove ritenuto necessario, la verifica dello stato dei lavori. Per questo motivo riteniamo una speculazione politica vestirsi da paladini, quando c’è già chi amministra la città con la giusta attenzione verso i luoghi e la spesa pubblica. Li ringraziamo per la volontà di collaborare alla verifica dei lavori».

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