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Ispettori al Cannizzaro, oggi l’autopsia di Valentina

CATANIA

Sono arrivati questa mattina gli ispettori all’ospedale Cannizzaro. Ad inviarli è stato il Ministero della Salute dopo il decesso di Valentina Milluzzo, l’impiegata di banca di 32 anni che domenica scorsa è morta alla diciannovesima settimana di gravidanza.

Due sono stati nominati dal Ministero, due tecnici dalla Regione siciliana e poi c’è anche un carabiniere del Nas. La Task force sta eseguendo l’ispezione e acquisendo la cartella clinica della donna che ha perso anche i due gemelli che aveva in grembo. Gli ispettori stanno tentando di ricostruire tutte le fasi che hanno preceduto il decesso mentre nel pomeriggio, nell’obitorio dell’ospedale Cannizzaro, verrà eseguito l’esame autoptico per capire cosa abbia causato la morte della paziente.

Solo ieri, in tarda mattinata, una parte dell’equipe medica coinvolta nella vicenda ha incontrato i giornalisti per chiarire che non c’è stata alcuna obiezione di coscienza e Valentina è morta a causa di uno choc settico. I genitori e il marito, assistiti dall’avvocato Salvatore Catania Milluzzo, hanno, invece, presentato denuncia e dalla ricostruzione dei fatti il ginecologo che ha assistito la loro figlia e moglie si sarebbe opposto all’oborto proprio perché obiettore di coscienza e questo avrebbe aggravato il quadro clinico della giovane.

La Procura di Catania ha aperto un fascicolo, iscrivendo nel registro degli indagati 12 dei 14 medici del reparto di Ginecologia e Ostetricia del Cannizzaro e il magistrato ha agito così per “atto dovuto”, sottolineando anche che il fatto che siano tutti obiettori di coscienza “è un falso problema” ai fini giuridici.

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