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Fisco: addio agli studi di settore (per alcune professioni)

ROMA

La riforma, molto attesa, arriverà con il decreto fiscale allegato alla manovra e porterà, a regime, al loro superamento e alla sostituzione con una sorta di pagella sulla fedeltà del contribuente con tanto di premio finale: se si risulta sempre in regola, fine dei controlli e rimborsi più veloci.
A delineare la struttura della riforma il viceministro dell’Economia Luigi Casero, sottolineando che, insieme alle misure che arriveranno con la legge di Bilancio, il governo sta dimostrando che «le imprese sono tutti uguali», grandi e piccole, e che «si abbandona una visione ideologica del fisco per passare a una visione pragmatica per lo sviluppo del paese».

ELIMINATI GLI STUDI PER MOLTI PROFESSIONISTI
Diverse categorie di professionisti, a partire dagli avvocati, usciranno completamente dal sistema studi di settore. Saranno infatti eliminati quelli inutili o inefficaci, come quelli per categorie che «strutturalmente hanno un andamento anomalo» dei ricavi.

PER PMI ANCHE PRELIEVO PER CASSA,CAMBIANO DICHIARAZIONI IVA
Il pacchetto fisco per le imprese, ha ricordato Casero, comprende anche l’annunciata Iri, la flat tax al 24% come l’Ires, ma anche l’addio ad alcuni strumenti di controllo come lo spesometro grazie all’introduzione del principio di ‘cassa’ (pago le tasse su quanto effettivamente incassato) per i ‘piccoli’ in contabilità semplificata, che secondo calcoli Cna riguarderà il 57% delle imprese italiane e le nuove scadenze per le dichiarazioni Iva (ogni tre mesi, come i versamenti), pensata per combattere «l’evasione da riscossione» dell’imposta sul valore aggiunto. Dalla misura ci si aspetta un recupero di circa il 10% di questo tipo di evasione stimata (tra gli 8 e i 10 miliardi).

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