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Allarme virosi nel ragusano: a rischio produzione pomodoro

RAGUSA
Prima lo Xylosandrus compactus, un coleottero esotico di neppure 2 mm che attacca la pianta del carrubo e adesso c’è anche la mosca bianca a preoccupare gli agricoltori ragusani. Si tratta del virus “New Delhi dell’accartocciamento fogliare” e a trasmetterlo è la Bemisia tabaci, la cosiddetta mosca bianca. L’allarme virosi negli ortaggi sta diffondendosi soprattutto nel ragusano. E a sottolineare tutta la sua preoccupazione è anche il presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè.
«Purtroppo non c’è un attimo di tranquillità – spiega -. Nel caso della virosi che stiamo monitorando, si tratta si insetti che attaccano gli ortaggi. Un fatto che crea conseguenze alle aziende che hanno investito nel settore, tra Ispica e Vittoria, per esempio. Un problema segnalato da circa 15 giorni e temiamo possa fare parecchi danni. Alcuni  sindaci hanno già lanciato l’allarme». Ingiallimento delle foglie e la morte irrimediabile della pianta sono i sintomi di questo problema.
«Per avere un’idea dei dati relativi all’agricoltura ragusana – continua Pirrè – vale la pena leggere alcuni numeri istat: in provincia di Ragusa, il distretto orticolo ibleo, e in particolare tra Vittoria, Acate, Ispica, Scicli, Pozzallo, Comiso, Santa Croce Camerina, costituisce il cuore di un sistema economico che conta circa 9.000 imprese. Relativamente al settore delle colture protette, “si rileva la presenza di 3.331 aziende e 5.700 ettari di superficie coltivata (circa il 75% del totale regionale in serra e il 30% del totale nazionale) con una produzione di primizie orticole che mette in primo piano il pomodoro, con il 65% della produzione, seguito da peperone, melanzana, zucchino, cetriolo, etc”».
E sempre a proposito di virosi anche un altro virus sta preoccupando quanti hanno investito nella lavorazione del pomodoro: il “Tomato Yellow Leaf Curl Virus”, vecchia conoscenza dei serricoltori siciliani. Comunemente chiamata virosi del pomodoro, sta mettendo a rischio la produzione del pomodoro in una provincia come Ragusa dove circa 4 mila aziende hanno investito nella lavorazione di questo ortaggio.
«C’è un’economia importantissima intorno a questa produzione – continua Pirrè – è il principale prodotto orticolo coltivato in questa provincia. Al momento abbiamo dati indicativi in merito al danno. Siamo ancora in fase di accertamento e va considerato che il mese prossimo inizierà la raccolta. A peggiorare la situazione il clima così caldo in pieno ottobre. Questo tipo di temperature favoriscono lo sviluppo dell’agente patogeno».
Da Confagricoltura Ragusa un appello: «Sia per quanto riguarda il coleottero (a causa di questo insetto risulta compromessa la produzione di carrubo nella provincia) che per quanto riguarda le virosi è fondamentale segnalare l’insorgere del problema agli uffici competenti. Il prima possibile. L’esatta quantificazione del danno ci permette di attuare interventi immediati per arginare il fenomeno».
Da una provincia all’altra e da un virus all’altro. Quello che continua a preoccupare il settore della produzione di agrumi si chiama invece “Tristeza“. Un problema che attanaglia questo ambito da circa 12 anni. Il virus è trasmesso da un’afide, il Gossypii che infesta la pianta e nell’arco di qualche anno ne determina la morte.
afidi        coleottero

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