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Viale Africa il giorno dopo, Gigi Tropea: «Utilizzeremo i vigilantes privati»

CATANIA

Lo scorso anno il suo negozio era stato colpito da un furto con spaccata. «La ronda pattuglierà il tratto che va da Piazza Europa a Piazza Galatea»

Il furto eclatante compiuto ieri mattina ai danni dello store Angiolucci di viale Africa conferma, semmai ce ne fosse bisogno, che oggi anche da quelle parti c’è un grosso problema. Che va risolto una volta per tutte. Nell’aprile dello scorso anno era toccato a Gigi Tropea, il cui concept store era stato vittima di un furto con spaccata in piena notte. Viale Africa è diventato da tempo la nuova frontiera catanese dell’azione illecita, un richiamo troppo allettante per la delinquenza spicciola, che incrocia le sue attività con maestria diversificando dalla prostituzione allo spaccio, con il “piacevole” orpello dei furti con spaccata ai danni dei negozi. La conseguenza naturale è che il piccolo distretto economico che si sta cercando di costruire è messo a dura prova da mali che fisiologici non sono.

«Quest’area è bellissima, una piattaforma a due passi dal mare e ricca di botteghe. Il mio obiettivo è creare un nuovo centro economico e culturale – commenta Gigi Tropea, presente in viale Africa dal 2012 – Qui c’ero solo io come attività commerciale del terziario, oggi siamo decisamente di più. Naturalmente, quando si accendono le luci dei negozi su una strada prima abbandonata, arrivano anche ladri e puttane. Sembra un paradosso ma non lo è. E da qui passano moti turisti provenienti dal Porto. Io mi ispiro ad un esempio tutto americano. Negli States, un vecchio quartiere viene riqualificato dopo 25 anni di vita, seguendo un ciclo che si ripete. Il presidente di quella circoscrizione propone per 3 anni delle modalità vantaggiose per l’affitto delle botteghe».

Questa mattina gli esercenti della zona si sono dati appuntamento per analizzare la situazione e prendere una decisione. Perché ritengono di essere arrivati ad un punto di non ritorno.

«Daremo l’incarico ad un’agenzia di vigilanza – rivela l’imprenditore – che presidierà (anche nelle ore notturne) il percorso che va da Piazza Europa a piazza Galatea. Siamo 12 esercenti e abbiamo la giusta intesa. La divisa incute timore, ha un effetto deterrente. Il blitz di ieri ai danni di Angiolucci è inaccettabile. Cos’altro dobbiamo fare per far venire la gente? Le abbiamo provate tutte: se lasciamo le luci accese abbiamo i ladri, se le spegniamo spuntano le prostitute».

Gigi Tropea, che sui social è particolarmente vivace e non risparmia critiche pungenti all’attuale amministrazione comunale (nei mesi scorsi gli è stato notificato un avviso di querela da parte del sindaco Bianco), estende il campo della sua riflessione soffermandosi anche sull’idea che ha oggi della città.

«Catania è spenta – sottolinea sommessamente – Io guardo con interesse tutte quelle forze che invece cercano di accenderla. Viviamo una fase storica in cui i ragazzi tra i 15 e i 20 anni non vedono niente di piacevole al di là della movida. Sono assolutamente lontani da un modello reale di cultura. Io sono in giro ogni giorno dalle 5.00 del mattino, mi piace rincorrere l’alba. A quell’ora Catania è bellissima, sembra la Parigi dell’800, una città completamente inedita prima di essere invasa dalle macchine. C’è un però: che fanno i genitori di questa città? Quindi il comune in prima battuta. Chi ci governa dovrebbe insegnarci l’educazione e decidere cosa dobbiamo essere. Invece è tutto spento o non è mai nato. Non c’è niente di ciò che hanno promesso. Basta il contentino della pista ciclabile inadeguata?».

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