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Palermo, stop al passante ferroviario: licenziati tutti gli operai

PALERMO

Chiude il cantiere del passante ferroviario di Palermo, con 110 milioni di opere ancora da eseguire. Saranno licenziati tutti i lavoratori. A comunicarlo è stata la società Sis. Duecentocinquanta operai erano stati mandati a casa a luglio: adesso perderanno il lavoro altri 250 lavoratori.

«Secondo l’azienda la commessa è in forte perdita, da qui la possibilità che la Sis apra un contenzioso con la Rfi su aspetti tecnici e finanziari dell’opera non esplicitati al tavolo. Noi ci siamo opposti ad allargare i licenziamenti a tutti i lavoratori del cantiere in quanto non sussistono le motivazioni – commentano i sindacati degli edili e i confederali -. Dal nostro punto di vista e secondo il cronoprogramma che c’era stato consegnato dalla stessa Sis, l’opera si sarebbe dovuta concludere entro il giugno 2018 e quindi l’attuale forza lavoro è congrua alle attività da svolgere. Richiamiamo al senso di responsabilità sia l’azienda sia Rfi, perché l’opera si definisca. La città di Palermo non può subire un ennesimo arresto di un’opera pubblica così importante dal punto d vista occupazionale e non può sopportare i rischi legati a una nuova incompiuta, che insiste in modo così invasivo sulla città, anche per l’impatto che ha per la mobilita».

«Il passante ferroviario – ricordano i sindacati – parte da Brancaccio e arriva a Carini. È stato completato l’80 per cento dei lavori. A dicembre era prevista la consegna della galleria di via Belgio. La tratta tra Belgio a Isola è interrotta e ciò preclude ancora il transito dei treni da Palermo a Trapani. La galleria Imeria bloccata è un altro tassello mancante. E poi c’è la tratta B, dal valore di 83 milioni su 110 milioni di opere complessive ancora da completare. Per realizzare la galleria della tratta B, alla stazione Notarbartolo, è stata acquistata una ‘talpa’, un macchinario da 10 milioni di euro, consegnato, collaudato ma ancora mai entrato in funzione».

E sulla questione arriva anche il commento del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: «Questa vicenda è estremamente grave per le ripercussioni che può avere sulla vita della citta. Si tratta, infatti – aggiunge il primo cittadino -, di un cantiere importantissimo per la mobilità futura e per la vivibilità odierna, con attuali gravi disagi alla cittadinanza e possibili gravi ripercussioni occupazionali. Anche se, formalmente, la vicenda attiene esclusivamente al rapporto fra Rfi, ente appaltante, e Sis, impresa esecutrice dei lavori, l’attenzione del Comune è massima e per questo crediamo sia necessario un intervento ai massimi livelli, con un interessamento del Governo nazionale ed in particolare del ministro per le Infrastrutture, Graziano Delrio. In prima istanza, anche per dare subito un segnale di attenzione forte da parte delle Istituzioni, non possiamo che concordare con le Organizzazioni sindacali nel chiedere un tavolo di confronto, sotto l’egida della Prefettura, al quale siamo ovviamente interessati e disponibili a partecipare», sottolinea il sindaco Orlando.

Intanto i sindacati annunciano che martedì prossimo, dalle 7 alle 9, si terrà al cantiere della Sis un’assemblea dei lavoratori in cui saranno discusse le iniziative da prendere.

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