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Caritas e Microcredito: erogati 587 mila euro

CATANIA

Quando la povertà diventa estrema e intervenire diventa prioritario. Il Rapporto di pochi giorni fa su povertà ed esclusione sociale della Caritas ha messo in luce condizioni di disagio che emergono soprattutto al Sud.
«Ci sono condizioni di povertà severa. E succede che l’ascolto non basta più, serve agire» – dice Salvatore Pappalardo, referente per il microcredito alla Caritas diocesana di Catania – «Al centro ascolto Caritas possiamo intervenire per una bolletta inevasa o per piccoli problemi ma quando ci troviamo davanti condizioni di estrema povertà servono altri strumenti, servono progetti concreti per avviare al lavoro, per garantire dignità. Perché il lavoro dà dignità.
Negli uffici Caritas di via Acquicella 104, a Catania, quello che viene offerto è una prospettiva per il futuro. «Dal 2010 ad oggi abbiamo avviato 4 progetti di microcredito e antiusura – spiega Pappalardo – Il primo, “Microcredito Etico Sociale”, avviato nel 2010, nasce da una convenzione stipulata tra Prefettura di Catania, l’ex provincia, la banca di credito cooperativo etneo e la Caritas diocesana di Catania. Tra gennaio e febbraio 2011 abbiamo erogato il  primo finanziamento di microcredito a una famiglia in disagio. Era una famiglia con problema di morosità, prossima allo sfratto, senza alcun reddito. Attraverso questo progetto hanno sanato le problematiche economiche più urgenti e hanno trovato lavoro».
Quali sono le condizioni per usufruire del Microcredito Etico Sociale? «È possibile erogare una somma non inferiore a 1000 euro e non superiore a 4000 da restituire entro 3 anni e il tasso di interesse è agevolato. Per dare un’idea: su 4000 euro erogati, chi usufruisce di questo finanziamento pagherà meno di 80 euro di interessi, complessivamente. Ad oggi contiamo 46 pratiche di micro credito etico e sociale che hanno coinvolto famiglie di Catania e della provincia. Esistono delle condizioni per poter accedere a questa pratica: l’ente che segnala la famiglia deve firmare una lettera di garanzia, una sorta di impegnativa; c’è poi una valutazione della famiglia con visite a casa per constare le condizioni del nucleo; il reddito Isee non deve superare i 12 mila euro l’anno».
Il secondo progetto: «A fine 2011 la Caritas ha aderito a un progetto della Regione Siciliana: il “Microcredito regionale”. Si tratta di un progetto che nasce da un protocollo d’intesa tra la Regione e l’unicredit banca. In quest’ottica la Regione stanziò 12 milioni di euro. La nostra Caritas è rientrata nel progetto e nel marzo 2012 abbiamo avviato la prima pratica. Nell’ambito di questo micrcredito è possibile erogare un minimo di 1000 euro fino a un massimo di 7000. In questo progetto è necessario dimostrare di avere un reddito minimo non inferiore a 400 euro mensili ma non superiore a 18 mila euro annui. La restituzione della somma erogata dovrà avvenire in 60 rate, entro 5 anni. Tasso d’interesse? Su 6000 mila euro erogati, per esempio, 300 euro saranno gli interessati da pagare, complessivamente. Ad oggi sono 62 le pratiche avviate.
C’è un terzo progetto nato nel 2012 da un protocollo tra Cei e Abi (associazione bancaria italiana): «Si tratta del “Prestito della speranza 1.0”. Contempla una possibilità di prestito sociale e una possibilità di prestito per le imprese. Il primo è rivolto – continua Pappalardo – a famiglie in disagio mentre il secondo a famiglie che vogliono avviare una piccola impresa: in questo caso è possibile erogare fino a un massimo di 25 mila euro e la durata del prestito è di 60 mesi di cui 5 anni di ammortamento e la prima rata potrà essere pagata dopo 1 anno. Nell’ambito di questo strumento abbiamo già avviato 17 prestiti sociali e 8 avvii di impresa. Si tratta di piccole gastronomie, imprese dedicate al commercio o artigianato».
Quarto strumento: «Nasce da una convenzione tra Caritas diocesana Catania e Fondazione Antiusura “Santi Mamiliano e Rosalia” di Palermo. Prende vita nel 2013 – spiega ancora Pappalardo – alla luce del fatto che ci siamo resi conto come molte famiglie entrino in crisi per situazioni di indebitamento e malgrado la garanzia di uno stipendio medio. In questi casi entra in gioco il progetto di “Microcredito per Sovraindebitamento e lotta all’usura”. Di fronte a queste situazione offriamo la possibilità di chiedere un prestito chirografario fino a un massimo di 60 mila euro, oppure possedendo una casa di proprietà, la famiglia ha l’opportunità di chiedere un mutuo ipotecario fino a 150 mila euro che erogherà la banca convenzionata. Nei casi di vittime di usura la condizione necessaria per accedere a questo prestito è la denuncia. 2 i progetti avviati fino fino a questo momento nell’ambito di questo tipo di microcredito. Le rate di restituzioni del prestito sono variabili fino a un massimo di 20 anni».
Complessivamente, nell’arco degli ultimi anni la Caritas ha erogato, attraverso il microcredito, 587 mila euro per progetti già avviati. Ossigeno per molte famiglie, salvezza, forse, per altre.
«Chiunque volesse informazione potrà rivolgersi ai nostri uffici di Catania ogni martedì, dalle 9 alle 12 e ogni giovedì, dalle 17.30 alle 19. È anche possibile chiamare allo 095 2161224. Per situazioni urgenti chiamare allo stesso numero per essere ascoltati anche fuori dagli orari indicati».

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