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Occupata la sede di Almaviva, i lavoratori reagiscono al nuovo rinvio

PALERMO

Serve ancora tempo per cercare di risolvere i problemi dei 396 lavoratori Almaviva di Palermo, fino ad oggi impiegati nella commessa enel, che dal 24 ottobre potrebbero essere trasferiti a Rende. Il tavolo di ieri al Mise si è concluso con un nuovo nulla di fatto.

All’incontro erano presenti il Governo, i sindacati e alcuni rappresentanti di Almaviva ed Exprivia, aggiudicataria della commessa Enel. Quest’ultima, che al momento ha la sua sede del call center a Barletta, ha proposto un’assunzione, con sede a Palermo, per 130 full time ad 8 ore o per 260 lavoratori part-time a 4 ore, con un contratto di terzo livello, senza scatti di anzianità. Proposta che la delegazione sindacale ha ritenuto inadeguata.

La decisione delle parti di rimandare ancora una volta il tavolo delle trattative al 20 ottobre, ha generato un ulteriore malcontento tra i lavoratori, che stamattina hanno occupato la sede Almaviva di via Marcellini a Palermo. I sindacati hanno inoltre proclamato due giorni di sciopero nelle giornate di oggi e di domani.

Dura la reazione della società, che ha inviato una nota: «Almaviva Contact giudica inammissibili forme di protesta che si collocano fuori dalla legalità, come quelle in corso a Palermo. Oltretutto, nelle stesse ore nelle quali le problematiche sollevate sono all’attenzione delle Istituzioni competenti. La Società assumerà ogni opportuna iniziativa a tutela della legalità, della continuità delle attività e della sicurezza delle persone che vi lavorano».

di Michele Sardo

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