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Caso Salamone, attesa la decisione del gup. Mancuso rinviato a giudizio?

CATANIA

Si torna in aula per il processo Salamone. Durante il dibattimento, oggi, gli avvocati di Nicola Mancuso principale indagato per la morte di Valentina, hanno sostenuto la tesi del suicidio portando a supporto la valutazione dei loro periti, secondo la quale «l’elemento trovato sulla vittima non è sangue ma solo tracce biologiche».

Una tesi respinta con forza dall’avvocato della famiglia Salamone, Dario Pastore che ha ribadito che proprio gli accertamenti del Ris hanno dimostrato come sotto le scarpe della ragazza c’era il sangue di Mancuso. Una vicenda ancora poco chiara. Valentina, che è stata trovata morta il 24 luglio del 2010 in una villetta di Adrano, era la sua amante.

E intanto oggi il procuratore generale, Sabrina Gambino, ha ribadito al gup del Tribunale di Catania, Marina Rizza, la richiesta di rinvio a giudizio di Mancuso per omicidio pluriaggravato. Solo a luglio per il trentaduenne, che è già in carcere per droga, la Procura aveva chiesto sempre il processo. Il gup Rizza si è ritirato per la decisione che è attesa in giornata.

In un primo momento il caso era stato archiviato come suicidio ma la Procura generale di Catania non si è convinta e ha avocato a sé la richiesta proponendo il processo per Mancuso subito dopo una perizia dei carabinieri del Ris.

L’indagato, che oggi non era in aula, si è sempre proclamato innocente ma la tesi non convince.

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