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Caritas a Catania: «La povertà è triplicata»

CATANIA

Uno spaccato crudo ma reale quello fotografato dalla Caritas nel Rapporto su povertà ed esclusione sociale, pubblicato neppure due giorni fa. E per la prima volta, in quel documento, è emerso che al Sud, nel 2015, sono stati più italiani che immigrati a chiedere aiuto alla Caritas. Un Mezzogiorno in difficoltà e a confermarlo è anche il direttore della Caritas diocesana di Catania, don Piero Galvano, qui dal 2014.
«All’Help Center, accanto alla stazione centrale, abbiamo in media il 60% di utenti stranieri e la restante parte sono italiani ma nella struttura Caritas di via Acquicella, il 100% degli utenti è italiana. Gente del posto e la maggior parte sono donne. Vogliono essere ascoltate, ci chiedono un aiuto per il pagamento di qualche bolletta e noi facciamo quel che possiamo».
Don Galvano è certo di un dato: «Dal 2013 ad oggi le richieste di aiuto alla Caritas sono aumentate. Basti pensare che all’Help Center noi serviamo quotidianamente colazione e cena. Ogni sera garantiamo 400 pasti.  Il doppio rispetto a qualche anno fa. All’interno della struttura abbiamo anche un piccolo ambulatorio medico».
Tra coloro che si rivolgono all’Help Center una fetta sempre più consistente è rappresentata da italiani: «È gente del posto che non riesce a pagare neppure il ticket. Qui la povertà è triplicata non raddoppiata. Chi ci chiede cibo e aiuto all’Help Center sono prevalentemente uomini ma ci sono anche donne e intere famiglie. Noi sfamiamo intere famiglie con bambini. Qualche volta si tratta di persone provenienti dal cosiddetto “ceto medio”. Gente che si è ritrovata povera, senza una casa. E la situazione non sembra destinata a migliorare. Lo Stato deve intervenire. Noi facciamo il possibile. Il 26 novembre, per esempio, inaugureremo un’altra mensa, alla periferia di Catania. Inizieremo offrendo i pasti una volta alla settimana».
Il quadro emerso dal Rapporto Caritas nazionale, in qualche modo, coincide con lo spaccato locale. «La fascia di italiani che accogliamo all’Help Center di Caritas ha tra i 45 e i 60 anni. Tra i giovani la maggior parte sono stranieri e purtroppo anche minori non accompagnati: hanno 14, 15, 16 anni».
Ma a fronte di un bisogno crescente, cresce anche la generosità: «Su Catania – continua Galvano – abbiamo più di 400 volontari, 70 sono le unità di strada che ogni sera distribuiscono i pasti all’esterno, per strada e non saltano neppure una domenica. Fanno un lavoro meraviglioso ma sono felice di poter anche dire come sia aumentata l’offerta di cibo da parte della gente comune. Per esempio 17 panifici ci offrono il pane tutte le mattine e 15 bar offrono la colazione ma abbiamo anche donazioni: c’è un uomo che ogni mese dona alla Caritas 25 euro. E non dimentica un mese. Lo ringrazio, come ringrazio tutti. Negli ultimi due anni le donazioni sono molto aumentate. E qualcuno dona perfino immobili. Io penso che quando la gente vede onestà dona volentieri e con il cuore. Dico grazie e dico grazie anche al sindaco Enzo Bianco che ci ha aiutati molto ma vorrei che mantenesse anche le tre promesse che ha fatto: abbiamo chiesto il gas metano all’Help Center e sempre all’Help Center anche la bonifica del tetto nelle due stanze, messe a disposizione dal Comune. Purtroppo quel tetto è in eternit e attendiamo la bonifica. Abbiamo anche chiesto di poter usare la cabina elettrica dismessa, di proprietà del Comune. Vorremmo utilizzarla come deposito vasche. Speriamo che il sindaco mantenga anche una di queste promesse fatte. Sarebbe importante per noi. Davvero importante».

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