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Siracusa, uno spazio pubblico dedicato alle donne vittime di violenza

SIRACUSA

L’intento è quello di sensibilizzare contro ogni forma di violenza, sia fisica sia psicologica. Ma anche spingere a denunciare, a parlare, a farsi tutelare, invece di restare nel silenzio, che purtroppo in alcuni casi ha portato alla morte di donne e di bambini. Ed è con questo spirito che stamane la città di Siracusa ha dedicato uno spazio pubblico alle “Donne vittime di violenza”. Un’occasione nata dal momento di grande emozione che la città vive e continua a vivere a seguito della morte prematura di Eligia Ardita e della piccola Giulia, che portava in grembo, caso conosciuto anche a livello nazionale grazie alla grande opera di sensibilizzazione dei media. Morta per aver chiesto al marito di restare a casa con lei anziché raggiungere gli amici. Il marito, di recente ha confessato l’omicidio. «Proprio perché Siracusa è stata purtroppo teatro di parecchie vittime, tra cui Eligia e Giulia – dice Adriana Prazio, presidente del Centro Antiviolenza “La Nereide” – ho deciso di sollecitare l’amministrazione comunale e la Commissione consiliare toponomastica di dare seguito all’idea di non dimenticare le vittime di violenza. Oggi la richiesta unitamente all’ associazione “Per la città che vorrei” e a numerose associazioni che hanno aderito, è diventata realtà e pertanto ringraziamo il governo cittadino e i vari rappresentanti per la possibilità concessaci. Ogni giorno la stampa – conclude Prazio – ci fa la conta delle donne maltrattate sino a essere uccise. Nella nostra regione, provincia e più in generale nel nostro Paese, ha una valenza che non appare solo simbolica soprattutto per quel che riguarda le giovani generazioni al fine di dare un segnale forte e di dire “stop alla violenza alle donne “. Tutto perché ancora oggi – cosi come mostra anche un recente dato dell’Istat del 2015 – sono state 6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Il 31% tra i 16 e i 60 anni, ovvero una su tre. «Proprio per dati e percentuali cosi preoccupanti – dice Luisa Ardita, sorella della vittima Eligia e zia della piccolissima Giulia – è giusto che se ne parli sempre. Sa perché? non è mai troppa la sensibilizzazione».

di Eleonora Zuppardi

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