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Pubbliservizi, due colpi di pistola alla macchina di Messina

CATANIA

 È accaduto nella notte, nel quartiere Cibali dove il presidente della Pubbliservizi, Adolfo Messina, vive. La sua auto era parcheggiata sotto casa e qualcuno ha sparato due colpi di pistola contro la portiera anteriore destra. Il vetro del finestrino è andato distrutto in mille pezzi.

Un avvertimento? Forse, dal momento che Messina, all’interno della società partecipata, della Città Metropolitana di Catania, risulta una figura scomoda per alcuni.

Come già noto,infatti, la Pubbliservizi è finita nelle rete dei controlli della guardia di Finanza dopo che è stato smascherato il giro di imbrogli legato agli anni di gestione 2013, 2014 e 2015. Dalle fatture illegittime prive di Cig e cioè la tracciabilità dei flussi finanziari previsti dalla legge antimafia 136 del 2010 alle carte ricaricabili, per arrivare all’omesso controllo che porta in campo anche ex dirigenti della Provincia.

Nello specifico sono stati effettuati pagamenti suddivisi con l’obbiettivo di bypassare il divieto di trasferimento di denaro in contanti sopra i mille euro, sono state utilizzate carte prepagate personali per la piccola cassa nelle quali venivano fatte ricariche a prescindere dalla reale ed effettiva presenza della documentazione di spesa e il saldo medio delle carte è risultato sproporzionato rispetto alla funzione propria della piccola cassa.

La notte scorsa gli spari contro l’auto di Messina e solo tre giorni fa il licenziato «per giusta causa» di Francesco Ritrovato, direttore amministrativo della società partecipata.

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